Padova, «stai zitto negro», 14enne insultato e picchiato, ma l'arbitro lo espelle

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«Stai zitto negro», 14enne insultato  e picchiato, ma l'arbitro lo espelle
PADOVA - Ha mantenuto la calma, dopo che gli avversari per due volte gli hanno detto «stai zitto negro», poi lo hanno colpito con un pugno al basso ventre e lui non ha retto, ha accennato una reazione in campo ed è stato espulso dall'arbitro.

È quanto accaduto a Padova nella sfida tra Sacra Famiglia e Virtus Agredo di Loreggia, due squadre di quattordicenni che militano nel campionato regionale dei giovanissimi. Vittima dell'episodio un ragazzino di origini nigeriane, adottato sin da piccolo da una famiglia padovana. Da quando aveva 7 anni gioca sui campetti di calcio della provincia. «È un ragazzino mite, tranquillo, che sorride spesso e difficilmente alza la voce» racconta il suo allenatore, Domenico Esposito.

La sua colpa? Aver segnato il secondo gol, quello decisivo per la vittoria della sua squadra. La cosa non è piaciuta agli avversari che hanno cercato in tutti i modi di innervosirlo, prima con le offese razziste e poi dandogli un colpo proibito. «Mentre l'arbitro era girato - racconta Esposito - il mio giocatore ha accennato un gesto di reazione, inseguendo l'autore dell'aggressione, ma l'ho fermato prima che lo raggiungesse». L'arbitro ha però visto solo l'ultima parte della scena e a farne le spese è stato il calciatore della Sacra Famiglia, costretto ad abbandonare il campo.

«Ho fatto presente l'accaduto all'arbitro e all'allenatore degli avversari e per tutta risposta - racconta Esposito - il tecnico della Virtus Agredo mi ha detto "Napoli stai zitto"». I genitori dei ragazzi della squadra di Padova, solidali con il compagno, ora pensano ad azioni eclatanti, come chiedere un incontro alle altre società calcistiche per affrontare il problema del razzismo sui campi. «Noi siamo gli educatori di riferimento di questi adolescenti insieme ai familiari - conclude mister Esposito, raccontando che il suo omologo a fine partita non gli ha voluto neppure stringere la mano - sta a noi spiegare come ci si deve comportare con fairplay e senza frasi razziste sul terreno di gioco come nella vita».
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Lunedì 6 Novembre 2017, 12:00






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5 di 39 commenti presenti
2017-11-09 15:37:53
Tutti sicuri che le cose siano andate così? Un altro articolo dice che nessuno ha sentito l'indulto razzista. Nemmeno il mister Esposito. La cosa pare essere stata raccontata da una mamma...
2017-11-07 15:15:28
Se non ricordo male, lo scorso anno, sempre in questo periodo la squadra di Loreggia ha avuto problemi sempre per lo stesso motivo.... forse anche la stessa squadra!
2017-11-07 14:48:51
Chi ama il calcio "storico" sapra' sicuramente di un derby nel quale herrera affido' a bicili la marcatura di Sani,con il compito di innervosirlo per provocarne la reazione e relativa espulsione: dal primo istante di gara bicicli si attacco' a Sani come una zecca, iniziando ad insultare madre, sorella, zie, nonne...affermando che esse esercitassero la piu' antica professione del mondo. Al 22° del secondo tempo Sani, dopo avere "incassato" per un tempo e mezzo e dopo che aveva segnalato all'arbitro Adani i continui insulti ai propri familiari, guadagnandosi uno "stai zitto" da parte di questi, sferro' un cazzotto secco al naso di bicicli alla maniera di Tiberio Mitri.....l'obiettivo di herrera era raggiunto: Sani espulso (si avvio' da solo verso gli spogliatoi senza protestare) il dott. Quarenghi medico' alla buona bicicli nell'infermeria dell'inter...in attesa dell'operazione alla cartilagine...bicli italiano.Sani Brasiliano....a pensarci bene.....RAZZISMO!!!!!
2017-11-07 12:19:04
Ma qualcuno di voi commentatori ha mai giocato a calcio almeno da ragazzino? No? Altrimenti sapreste che tra offese di tutti i tipi, calcioni e affini ne fareste una collezzione unica.
2017-11-07 09:31:41
Da quando Materazzi, nella finale del mondiale 2006 (vinta ai rigori dall'Italia contro la Francia dopo l'espulsione di Zinedine Zidane da lui provocato), ci ha fatto vedere quanto può essere redditizio far saltare i nervi ad in avversario, gli insulti in campo fanno parte del gioco (ma anche da prima). Il calcio è in gioco estremamente formativo sulle vicende della vita e va cosi`, gli insulti e le discriminazioni fanno parte della vita. Molto piú grave l'insulto e la macamza di fair play dell'allenatore a fine partita (che fa capire da dove arriva il razzismo).