Prato della Valle, ecco il nuovo ex foro boario restaurato dopo 20 anni di attesa

Venerdì 8 Novembre 2019 di Mauro Giacon
Il foro boaio restaurato
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PADOVA Vent’anni fa passare sotto l’arcata del Foro Boario di Prato della Valle metteva tristezza. Il grigiore indistinto sottolineava l’abbandono. E i senza tetto di notte si dividevano le colonne del monumento. Ieri mattina sotto quelle colonne c’erano persone che uscivano da un supermercato plaudendo al fatto che i pannolini per i bambini erano in offerta.
 
Non è facile “abitare” un monumento, ci vuole abnegazione, e un pizzico di follia. Come l’idea di consegnarlo in affitto, insieme al parcheggio, per 39 anni a dei privati con il patto che lo sistemino come il primo giorno. Promessa mantenuta dopo vent’anni di battaglie, ricorsi, retromarce, cambiamenti di progetto e l’ostinazione della Sovrintendenza. Che a conti fatti aveva ragione. Entrare in quella che è la prima “porta” cittadina, la più antica e autorevole vista la balconata sul Prato, è come ritrovarsi nella storia. Mentre il colpo d’occhio per chi passa in Prato della Valle è folgorante, come se un pezzo di storia annosa e sofferta, parlasse.
LA VISTA
Quel monumento ci guarda dal 1913, e nella parte superiore del frontone le sue statue riportano ancora scene di vita campestre, a dirci da dove veniamo. Vedremo molta gente visitare il supermercato, come una nuova attrazione turistica, con la scusa di fare la spesa. Perchè metà dello spettacolo è fissare il Prato dall’interno delle grandi vetrate.
E non sarà il solo motivo di sorpresa. Perchè entro l’anno prossimo il monumento sarà popolato di una banca e quattro ristoranti, il cui spazio aperto, sulle terrazze, sarà il più esclusivo della città. Cena con vista su orto botanico, basilica del santo, le torri cittadine, palazzo della Ragione. Non a caso il Comune ha ottenuto dai concessionari l’apertura di un infopoint nella zona della bigliettazione del parcheggio per Urbs picta. E un’apertura sette giorni su sette dalle 7.30 alle 21.30. Che servirà non solo ai turisti ma anche a chi abita nella zona. Andando più al sodo l’operazione che è costata una decina di milioni di euro ai privati, l’Immobilare Prato della Valle, porterà al Comune il 14 per cento dei ricavi fino alla fine della Convenzione.
COLASIO
«Alessandro Peretti che fra il 1912 e il 1913 realizzò quest’opera sarebbe molto felice» dichiara l’assessore alla Cultura, Andrea Colasio. «E ora sono molto felici anche i padovani per un luogo senza identità che rendeva meno affascinante il Prato restituito alla sua bellezza funzionale. Credo che sia un’operazione di rigenerazione urbana e riqualificazione architettonica. Per gli imprenditori aver deciso di venire in questo luogo è molto complicato significa che hanno creduto nel progetto di coniugare attività commerciale e cultura. Li ringrazio perchè ora altri realizzeranno ristoranti e bar che si affacceranno su una delle più belle piazze. Questo era un micromondo: le banche, il telegrafo, la veterinaria. Oggi viene restituito».
Ma senza i privati non si può fare? «L’intervento del privato è spesso demonizzato ma con grande coraggio lo decisero Zanonato e l’assessore Luisa Boldrin. Al pubblico spettano le linee strategiche e gli obiettivi ma le risorse del privato sono fondamentali. Difficilmente avremmo potuto garantirne il recupero». Inoltre «Il Gruppo Aspiag e la Parcheggio Immobiliare Prato della Valle hanno deciso di dare un piccolo ma importante segnale: recupereranno due statue. E c’è l’impegno di garantire in via Carducci un sistema di fioriere richieste dai residenti. Infine da oggi sono in funzione tutti i 490 posti più i 40 dei bus.
I PRIVATI
Filippo Mazzei «Sono trascorsi sedici anni dalla data del bando ma mi piace poter dire che siamo riusciti ad arrivare. Ora lavoreremo per insediare banca Sella entro febbraio e dopo la parte più utile per la città, i ristoranti, bar e pizzeria che apriranno nella tarda primavera del 2020». Se tornasse indietro lo rifarebbe? «Questo intervento per la mia vita basta... É il primo project fatto a Padova ed è stato un progetto complicato e difficile ma mi sembra che il risultato soddisfi la città. Quando i padovani potranno cenare nella sala polivalente con le finestre sul Prato avremo lasciato un segno del nostro lavoro. Ci sarà anche una sala per convegni e presentazioni, condivisa con il Comune».
Mauro Giacon Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 10:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA