No green pass, salta la manifestazione con le auto per le strade del centro

Sabato 13 Novembre 2021 di Serena De Salvador
NO GREEN PAS - La Questura blocca la manifestazione con le auto per le strade del centro
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PADOVA - Ci sarà il raduno al parco Europa, ma non il corteo. Né a piedi né in auto. I no pass resteranno dunque fuori dal centro storico, almeno per oggi. E a meno di trovarsi davanti a manifestazioni spontanee, che vedano singoli o gruppi andare espressamente contro le limitazioni dettate dalle istituzioni cercando di raggiungere piazze e vie centrali. Un’ipotesi nemmeno troppo remota, nonostante l’imponente dispiegamento di forze dell’ordine che sarà in campo oggi pomeriggio. A dirlo è lo stesso Cristiano Fazzini, leader del movimento Veneto No Green Pass, che ieri si è visto negare l’autorizzazione per il corteo di automobili proposto nei giorni scorsi.
 

IL PROVVEDIMENTO
Inizialmente si era parlato di centinaia di auto, pronte a intasare le vie cittadine con partenza prima dallo stadio Euganeo e poi dalla Fiera. Nella richiesta di autorizzazione presentata in questura invece l’iniziativa era stata rimodulata: una quarantina di mezzi, scortati dalle forze dell’ordine, con partenza da via Rismondo, una tappa in corso Milano e poi ancora avanti fino a piazza Azzurri d’Italia all’Arcella. Ieri però la linea dura su cui hanno virato le istituzioni si è imposta. Niente corteo con decine di auto: ai no pass ne sono state concesse dieci, o al massimo quindici. E, a quel punto, sono stati gli stessi manifestanti a rifiutare.
 

L’APPUNTAMENTO
La nuova protesta di piazza contro il Green pass (la ventiduesima dallo scorso 24 luglio) oggi sarà dunque statica. I manifestanti si incontreranno a partire dalle 14 al parco Europa in via Venezia, per unirsi all’evento organizzato dal gruppo Cento giorni da leoni facente capo al veneziano Riccardo Rocchesso, che festeggia il primo anno di attività.
Unendo le due fazioni, sono attese più di cinquemila persone. L’incontro poi dovrà rispettare i dettami dei provvedimenti emanati giovedì dal prefetto e dal sindaco. Fino a fine anno infatti sarà off limits per le manifestazioni (di tutti i tipi) l’area compresa fra piazza Duomo, piazza dei Signori, le piazze delle Erbe e dei Frutti e il liston fino a piazza Cavour. Inoltre sarà obbligatorio per gli attivisti indossare la mascherina e mantenere il distanziamento, anche prevedendo dei responsabili interni che vigilino sul rispetto delle norme anti contagio. Dentro al parco dunque bando agli assembramenti. 
La situazione tuttavia, già tesa negli ultimi giorni proprio in attesa delle ordinanze e delle relative limitazioni ai cortei, ora è ancor più instabile. Il dispositivo di sicurezza che oggi sarà messo in campo dalle forze dell’ordine è imponente, specie per vigilare sul fatto che i manifestanti restino all’interno dell’area verde. Eppure la possibilità che alcune frange cerchino ugualmente di spostarsi a piedi o in auto –contravvenendo esplicitamente al divieto– è tutt’altro che remota.
 

LA POSIZIONE
«Comportandoci per mesi in modo corretto, chiedendo sempre le autorizzazioni e vigilando affinché non si creassero problemi anche quando attraversavamo il centro storico, abbiamo finito per trovarci relegati ai margini della città, sminuiti nel tentativo di metterci a tacere. Di certo non accetteremo di finire a manifestare in zona industriale o nei campi. Andremo avanti e torneremo in centro. Dopo questa umiliazione, se ci sarà chi decide di muoversi senza più chiedere il permesso non ci sarà da stupirsi». Ad affermarlo è stato Cristiano Fazzini subito dopo aver rigettato al mittente la proposta di sfilare con soltanto una manciata di auto oggi pomeriggio.
«Ci è stata messa contro l’intera città, dandoci la colpa di diffondere il virus. Ora ci è stato offerto un compromesso ridicolo, inaccettabile. Oggi non sfileremo in auto, ma le nostre proteste non si fermeranno. O si troverà una soluzione con le istituzioni, oppure noi in centro torneremo comunque. In un modo o nell’altro». L’intenzione del movimento è quella di continuare con almeno due manifestazioni a settimana, visto che ora il gruppo organizza anche analoghi eventi a Mestre il venerdì sera. Il prossimo appunto dunque sarebbe quello di martedì, ma resta da capire da un lato se verrà mantenuto l’intento collaborativo chiedendo l’autorizzazione e dall’altro se il permesso sarà concesso.

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 10:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA