Bitonci: «Via chi censura il Natale,
anche i musulmani lo vogliono»

Lunedì 30 Novembre 2015
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PADOVA - Caccia alle censure, alle feste cancellate, ai Natali soppressi: la vuole il sindaco di Padova Massimo Bitonci. «Ho incaricato l'assessore Vera Sodero, insieme al dirigente competente, di verificare se, all'interno degli istituti scolastici comunali, siano in atto censure ovvero operazioni di disturbo, atte ad escludere e cancellare i riferimenti cristiani al Natale», ha annunciato il primo cittadino sottolinendo che «il sindaco è primo cittadino e garante responsabile, fra l'altro, dell'autonomia scolastica a tutti i livelli e dell'armonioso svolgimento della vita sociale».

«Per questo - aggiunge - mi appello a presidi e singoli insegnanti di tutti gli istituti padovani, anche di quelli statali, affinché difendano la libertà dei genitori cattolici, che sono la stragrande maggioranza e chiedono rispetto per i simboli della tradizione natalizia».

«L'autonomia scolastica non è garantita se non attraverso un processo partecipativo, che coinvolga anche i genitori dei discenti. Decisioni così determinanti, come quelle relative al destino dei simboli della nostra cultura e della nostra comunità, non possono essere esercitate in assoluta indipendenza da singoli docenti - spiega - Recenti episodi dimostrano che, al di là di qualche tentativo dal sapore laicista, i genitori italiani vogliono che i figli ricordino, anche a scuola, il Natale e il suo significato - spiega Bitonci - in questi giorni ho ricevuto numerose lettere da parte di cittadini preoccupati».


BITONCI: ANCHE I MUSULMANI VOGLIONO IL NATALE
E il sindaco di Padova spiega «Fra queste, ho accolto con grande favore quella di una rappresentante musulmana che, cito testualmente, ha sostenuto: "Come cittadini Italiani di fede Islamica, non soltanto non abbiamo dunque alcuna particolare obiezione al fatto che, in un Paese di tradizione Cristiana, si esibiscano i simboli religiosi e si commemorino le festività legate a questa tradizione - così come ci aspettiamo che avvenga coerentemente nei Paesi di tradizione Islamica - bensì non abbiamo nemmeno alcun interesse a promuovere una minore visibilità della ''religiosità diffusa" che caratterizza questo Paese, che consideriamo anzi un'eredità spirituale in cui affondano le radici del dialogo e della comprensione reciproca". Invitiamo dunque a non presumere da parte nostra - né tanto meno attribuirci - alcun pregiudizio negativo circa la presenza di simboli religiosi Cristiani o la commemorazione di festività Cattoliche: al contrario, auspichiamo che questi possano anzi costituire per i nostri concittadini una rammemorazione della comune Patria celeste, ed una forma di fedeltà agli insegnamenti delle tradizioni di fede, a fronte delle emergenze del nichilismo e della profonda crisi spirituale che ci troviamo a fronteggiare. Insieme"
». Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 08:23