Estorsione di 200mila euro al catechista che l’aveva costretto a far sesso quand'era 12enne: condannato

Martedì 30 Novembre 2021 di Marina Lucchin
Estorsione di 200mila euro

AREA TERMALE - È stato condannato a 3 anni e 5 mesi di reclusione dal tribunale collegiale il 30enne padovano che era finito a processo per estorsione ai danni di un catechista morto nel giugno del 2018. Una storia torbida di sesso e soldi, che durante il processo ha visto l’aguzzino trasformarsi in vittima: aveva sì chiesto e ottenuto 200mila euro col ricatto dal catechista, dal 2010 al 2017, ma è anche emerso che fosse stato spinto ad avere rapporti sessuali con lui fin dai 12 anni. Un prete, chiamato a testimoniare davanti ai giudici, all’epoca dei fatti il sacerdote della parrocchia dove si sarebbero consumati gli atti a sfondo sessuale, in aula ha dichiarato di avere allontanato il catechista dal ragazzo appena era venuto a sapere di strane voci.

L’INDAGINE 
Il catechista si sarebbe avvicinato all’imputato, all’epoca uno dei tanti ragazzi frequentatori della parrocchia, quando era in preparazione della Cresima. Poi tra i due sarebbe nata una profonda amicizia, sfociata in una serie di rapporti sessuali consumati anche tra le mura dell’oratorio. La loro relazione però sarebbe finita nel 2010 e da quel momento il trentenne lo avrebbe ricattato: «Se non mi dai i soldi, divulgo le foto dei nostri incontri a luci rosse». E se il catechista si rifiutava di pagarlo, sarebbe stato minacciato con frasi come: «Ti taglio la gola», «Ti ammazzo» e «Ti incendio la casa». Gli amici del catechista in quel periodo lo avevano visto molto strano e preoccupato, ma soprattutto era sempre in cerca di denaro. Così hanno avvisato i carabinieri e sono scattate le indagini.


IN AULA
L’imputato si era sempre professato innocente e anzi aveva raccontato di essere lui la vittima. Il catechista, nel marzo del 2018 poco prima di morire, davanti al pubblico ministero Emma Ferrero ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con l’uomo e di averli interrotti nel 2010 a seguito di una serie di problemi personali.
La madre dell’imputato, a protezione del figlio, aveva giurato di avere avvertito due sacerdoti di quanto stava accadendo in parrocchia. Per questo motivo a marzo, uno degli ultimi atti del processo, erano stati chiamati a testimoniare due preti.  Il primo aveva detto di non ricordare, il secondo invece aveva ammesso di avere allontanato il catechista dal ragazzo appena era venuto a conoscenza di strane voci.  Ieri, infine, la sentenza: il 30enne è stato condannato a tre anni e cinque mesi, oltre al pagamento delle spese processuali. L’imputato dovrà anche pagare il risarcimento del danno che verrà liquidato in separata sede civile
 

Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA