Elezioni, la carica dei candidati: tutto ciò che serve sapere

Si vota dalle 7 alle 23 per il rinnovo del parlamento: sono 240 le candidature tra Senato e Camera

Sabato 24 Settembre 2022 di Mauro Giacon
Seggi aperti tra le 7 e le 23

PADOVA - Domani dalle 7 alle 23 si vota per il rinnovo del parlamento. Sono 240 le candidature fra Senato e Camera. Ma con il sistema elettorale attuale misto fra maggioritario e proporzionale e il taglio degli eletti per legge costituzionale, soltanto una dozzina fra loro ce la faranno, tanto che alcuni sono piazzati in più collegi. Tutto dipenderà dalle indicazioni che daranno i 714mila 924 elettori quando si recheranno negli 888 seggi di città e provincia. Scheda gialla per il Senato e rosa per la Camera.

Il Senato

Sarà il Senato questa volta a dirci nella parte che riguarda l'uninominale, dove chi prende più voti fra i candidati in corsa vince, come sarà andata fra i partiti. È l'unica votazione nella quale il Collegio copre tutta la provincia e per la prima volta votano anche i neodiciottenni, 464 in città. Mentre 15 elettori colpiti dal covid hanno chiesto il voto domiciliare. Per il plurinominale, dove i candidati passano in proporzione a quanto hanno preso il partito o la coalizione, il Collegio comprende infatti anche Verona e Vicenza.

La Camera

Per la Camera dei deputati all'uninominale il discorso cambia. La provincia è stata spezzettata in tre parti. Quella centrale con Padova, Ponte S. Nicolò, Battaglia, Abano, Montegrotto e un parte del piovese, cioè la stessa Piove o Cartura e Terrassa (25 comuni) farà parte di un collegio e avrà i suoi candidati. L'Alta padovana sarà raggruppata nel collegio di Selvazzano, dal comune più popoloso. Si parte da Noventa e si prende la cintura nord-ovest con Galzignano e Teolo fino a Cittadella Trebaseleghe, Camposampiero e Piombino (41 comuni). Con altri candidati. Infine la Bassa padovana con 36 comuni come Bagnoli, Agna, Este Monselice e Montagnana è stata inserita nel collegio di Rovigo dove avrà il 37 per cento della popolazione contro il 68 che risiede nel Polesine. Anche qui i candidati cambiano. Infine per semplificare le cose Lozzo e Vo' saranno inseriti nel Collegio interprovinciale di Vicenza. Nel plurinominale, quello dove i candidati devono sperare nel risultato del loro simbolo, il Collegio prende tutta la Provincia e quella di Rovigo. Vota il 79 per cento di padovani e il 20.8% di polesani.

Come si vota

Se si traccia un segno sul simbolo del partito il voto vale per la lista e per il candidato uninominale collegato, ovvero il nome del candidato che si vedrà scritto in alto al centro. Se invece si traccia un segno sul nome del candidato al centro, il voto andrà anche alla lista collegata e se c'è una coalizione sarà diviso tra le liste che ne fanno parte in proporzione ai voti ottenuti nel collegio. Questi voti determineranno anche chi fra gli altri quattro candidati, sarà eletto.

Le sfide

Come detto il taglio dei parlamentari (alla Camera da 630 a 400 e al Senato da 315 a 200) costringerà a una lotta serrata per essere eletti. Per quanto riguarda l'uninominale, cioè dove c'è un solo candidato per partito o per la coalizione, e vince chi prende un voto in più, nel collegio della Camera che comprende Padova, le terme e il piovese la sfida più attesa è fra Giampiero Dalla Zuanna centrosinistra ed Elisabetta Gardini, centrodestra. Con Alessandro Zan (Pd) e Alberto Stefani (Lega) favoriti perchè al primo posto nel plurinominale. Nell'Alta, sempre per la Camera se la vedranno Katia Maccarrone centrosinistra e Massimo Bitonci per il centrodestra. Anche qui Zan e Stefani sono blindati nel plurinominale. Nella Bassa la sfida all'uninominale riguarderà il polesano Alberto Lucchin (centrosinistra) contro Alberto Stefani che sarà anche nel plurinominale con Zan. Al Senato all'uninominale la sfida è tra Emanuele Alecci per il centrosinistra e Annamaria Maria Bernini, con il senatore Ostellari al numero 1 del proporzionale dunque certo di entrare. Fuori provincia Piergiorgio Cortellazzo è capolista al plurinominale Venezia Treviso Belluno per la Camera. Maria Elisabetta Casellati ha un seggio uninominale in Basilicata per il Senato e Antonio de Poli un seggio uninominale nelle Marche.

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