Famiglia isolata controcorrente: «Macché dramma, finalmente di riuniamo»

Mercoledì 26 Febbraio 2020 di Marina Lucchin
VO’ EUGANEO - Su la mascherina e fuori in strada, passeggiando fino alla palestra della scuola per fare il tampone. Tutti insieme, come non capitava da anni. E’ l’altra faccia della quarantena di Vo’ raccontata dalla famiglia Sirpresi, mamma Moira, papà Ariosto i loro due figli, Daniel di 24 anni e Nicola 18, che da lunedì mattina alle 7 non si possono muovere dal paesino. E questa strana situazione ha fatto scoprire loro di avere incredibilmente del tempo “libero” da dedicare a se stessi e alla loro casa, come non succedeva da tanto. 

LA QUARANTENA
«Stiamo cercando di trovare qualcosa di positivo in tutta questa storia - racconta Moira, negoziante - perché al di là delle cose tristi che sono capitate, bisogna dare un senso a quello che sta accadendo. Siamo in quarantena e abbiamo scoperto che possiamo fare cose che non facevamo da anni». Tipo? Lo racconta il selfie che i quattro si sono fatti ieri mattina: sorridenti e con la mascherina. «Stavamo andando a fare il tampone. Eravamo per strada tutti assieme - spiega Moira - ho guardato i miei figli e mi sono resa conto che non andavamo a passeggiare assieme da una vita. Da quando i miei due ragazzi sono cresciuti. Insomma, è stata una cosa molto bella, alla fine».

LO SPIRITO
Moira Biasio, che è la titolare della camiceria di piazza Liberazione, proprio nel cuore di Vo’, racconta la sua iniziativa: «Non si fa che parlare di cose brutte. Così ho lanciato un’idea sulla pagina Facebook che è diventata un punto fisso per noi di Vo’. L’idea è quella di condividere qualcosa di bello, invece che una polemica o una preoccupazione. Perché non voglio che il mio paese passi alla storia come il paese del contagio. Non è così. Noi qui dentro la viviamo in modo diverso». 

E l’iniziativa di Moira ha avuto un discreto successo. È stata uno spiraglio di luce in queste giornate di oscurità: Gigliola mostra orgogliosa gli gnocchi appena fatti in casa, che fino a ieri non aveva mai avuto il tempo di fare, Paola le “chiacchiere” per festeggiare il carnevale, Anita fotografa la copertina de “La bottega delle essenze” ed Elisa quello del puzzle che doveva finire una vita fa. Irene riassume tutto nell’esortazione più veneta che si può: «Brava Moira. Duri i banchi!».

«Secondo noi bisogna viverla così - racconta la commerciante - perché se pensiamo solo ai problemi non ne usciamo più. Sapete che c’è? Che abbiamo avuto la possibilità di dedicarci a cose che rimandavamo da secoli. Tipo, mio marito è riuscito a sistemare il garage e a ridipingere casa. Io organizzo il lavoro nel mio laboratorio, che ho aperto a ottobre. Oggi abbiamo incontrato degli amici andando a fare il tampone. Ci siamo detti che se è negativo magari ci potremmo vedere per una cena. Insomma, per una volta, proviamo a vedere il buono, anche se è in fondo in fondo. Com’è che dicevano i Pooh? Il cielo è blu sopra le nuvole. Ecco. Il cielo è blu sopra Vo’».

  Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA