Dai ristoratori 2.000 pasti nel weekend pasquale per bisognosi e operatori in prima linea #PadovaNonSiFerma Anche i carabinieri consegnano cibi

Venerdì 10 Aprile 2020
Ristoranti mobilitati per aiutare chi ha bisogno e chi lavora in prima linea a Pasqua
PADOVA - Duemila pasti distribuiti nei tre giorni del fine settimana di Pasqua. Settanta persone coinvolte, tra cui quattro chef. Tutto per realizzare e consegnare, gratuitamente, una serie di pranzi pasquali sabato, domenica e lunedì, a chi è in difficoltà ed abitualmente si rivolge alla Caritas e chi invece è al lavoro per fronteggiare l'emergenza Coronavirus a Padova. È il nuovo capitolo della serie di iniziative che da oltre un mese sono messe in campo in modo spontaneo dagli imprenditori del mondo della ristorazione che si riconoscono nel gruppo #PadovaNonSiFerma.

Una sessantina di titolari di bar, ristoranti, enoteche, pasticcerie e panetterie che nel giro di sei settimane di impegno hanno già supporato gli operatori degli ospedali Covid della Regione con oltre 4000 pasti consegnati con tutte le norme di sicurezza previste dalla legge e a con tutta la professionalità di cui cuochi e pasticceri aderenti alla staffetta culinaria e benefica sono capaci per mestiere.

Intanto prosegue anche l'opera dei carabinieri a sostegno di chi ha bisogno. Come nel caso di una signora tunisina di 50 anni, dimessa ieri dall'ospedale di Padova. La cittadina straniera è da sola in Italia senza avere nessuno in grado di procurarle del cibo. Inoltre non può uscire di casa senza violare le prescrizioni. Perciò ha chiesto aiuto al 112 e una pattuglia della stazione di Padova Principale, grazie all'accordo con le cucine economiche  popolari gestite dalla Curia, si è recata da suor Albina Zandonà ed ha prelevato  dei sacchetti di pietanze già cotte che sono state consegnate alla porta di casa della donna. Nella foto la carabiniera incaricata deposita il prezioso sacchetto con il pranzo per la signora.

Ultimo aggiornamento: 19:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA