Appende nell'atrio del condominio le foto hot della sua ex nuda: 24enne condannato a 8 mesi

Martedì 13 Luglio 2021 di Davide Piol
Il palazzo di giustizia di Belluno dove un 24enne è stato condannato per stalking

TREVISO - All’apice dei suoi comportamenti morbosi e ossessivi aveva stampato e appeso, sulla cassetta delle lettere della sua ex, alcune foto che la ritraevano nuda e in posizioni erotiche inequivocabili. Per quei fatti, A. N., 24 anni, residente a Valdobbiadene (Treviso) e difeso dall’avvocato Giovanni Degli Angeli, è stato condannato in abbreviato a 8 mesi di reclusione. Il giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento, entro tre mesi, del risarcimento danni alla parte offesa (avvocato Enrico Rech) pari a 10mila euro.

LE ACCUSE

Le ipotesi di reato, all’inizio, erano tre: molestie, percosse, diffamazione. Ma in una delle ultime udienze, a seguito di quanto emerso in aula, il giudice aveva chiesto al pubblico ministero di modificare l’imputazione in “stalking aggravato” nei confronti della 24enne feltrina. La richiesta del magistrato era nata con la testimonianza della parte offesa. «Mi molestava di continuo – aveva raccontato la giovane – Messaggi, offese e ogni tanto si appostava fuori dal bar in cui lavoravo». Durante l’udienza era stato ricordato anche l’episodio delle tre foto hot appese fuori dal condominio. I primi ad accorgersene erano stati i vicini che erano poi corsi ad avvisare la nonna. La quale, a sua volta, aveva chiamato i genitori della 24enne. La giovane, a un certo punto, aveva deciso anche di bloccare l’uomo sul suo telefonino e lui aveva cominciato a scrivere alla madre. Le inviava messaggi di questo tipo: «Tua figlia merita le botte», «È una ninfomane e una cocainomane». Frasi allarmanti che avevano spinto la donna, insieme alla figlia, a recarsi dalle forze dell’ordine per denunciare quanto stava accadendo. «Una volta ho litigato con lui – aveva raccontato la madre – E il giorno dopo mi sono trovata la macchina rigata e una gomma a terra. Non posso dire con certezza che sia stata colpa sua ma il fatto è stato abbastanza singolare». Con i reati iniziali, l’imputato avrebbe rischiato una condanna minore. Il reato di molestie, infatti, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro. Le percosse prevedono la reclusione fino a sei mesi e la multa fino a 309 euro.

LA PENA

E la diffamazione arriva fino a un anno di reclusione e a 1032 euro di multa. Reati, in un certo senso, minori. La pena per gli atti persecutori, invece, oscilla da 1 a 6 anni e mezzo di carcere. La strategia difensiva è consistita nel chiedere il rito abbreviato che permette di ottenere lo sconto di un terzo della condanna e della metà delle contravvenzioni. Davanti alla richiesta del pubblico ministero, pari a 1 anno e mezzo di reclusione, il giudice l’ha condannato a 8 mesi.

 

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