Carezze, baci, palpalte e sfregamenti: prof a processo per violenza sessuale su l'alunna minorenne

Giovedì 14 Dicembre 2023
Prof a processo per violenza sessuale
BELLUNO - Rischia una maxi-condanna il professore 60enne di un istituto superiore bellunese, che professa la sua innocenza: «È stato solo un abbraccio fraterno». L'insegnante di educazione fisica si ritrova in un incubo. È di fronte al Tribunale collegiale chiamato a rispondere dell'accusa di violenza sessuale a una alunna minorenne. Un'imputazione pesantissima che si sta ora vagliando in aula.
Ieri, 13 dicembre, la prima udienza in cui la posizione dell'uomo, difeso dai due avvocati di fiducia Alessandra Conti e Alvise Antinucci, è risultata di molto alleggerita. Hanno parlato in aula la ragazza (che non è costituita parte civile nel processo), due amiche di lei e l'imputato, che ha raccontato la sua verità. Il processo proseguirà il 31 di gennaio con i testi della difesa.
L'imputazione ricostruisce quando sarebbe avvenuto a scuola nel febbraio del 2022, quando la giovane aveva 17 anni. Si parla di «abbracci subitanei e pressanti, sfregamenti dei propri genitali contro la gamba della ragazza, baci sul capo e carezze insistite al corpo, palpeggiamento dei glutei, toccamenti delle cosce». In tutte queste circostanze, si sottolinea la minorenne non avrebbe mostrato un minimo di consenso «e al contrario manifestava di non gradire affatto le effusioni erotiche del suo insegnante di educazione motoria».
Ieri la giovane ha spiegato tutti questi modi di lavoro dell'insegnante, raccontando del suo disagio. «Sono molto espansivo», dice lui. «È andato oltre con una condotta inadeguata», dice la giovane. Il procedimento è iniziato dopo che l'alunna ha parlato con i compagni e alcuni professori: è stata fatta la relazione alla preside e la procura ha iniziato ad indagare, con l'inchiesta che ora è in aula.
L'uomo ha spiegato ai giudici del collegio che non ci sarebbe stato nessun tipo di contatto sessuale e che si sarebbe trattato di un abbraccio avvenuto in luogo pubblico, su una pista ciclabile, alla presenza dell'intera classe. Lui stava tornando da una lezione con un'altra classe di educazione fisica. La incontra e quando l'alunna gli spiega di aver preso un bel voto l'abbraccia «come quando saluti un parente», dice l'imputato. Il professore non nega che ci sia stato un abbraccio, ma fraterno: come persona è molto gioviale, stimata e conosciuta e ha allenato per 35 anni squadre di pallavolo maschili e femminili. Nessuno ha mai sollevato nulla di tutto questo. 
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