Golden Reel Award. Alessandro Baldessari, il 29enne del Cadore in nomination

Giovedì 16 Gennaio 2020 di Andrea Zambenedetti
Golden Reel Award. Alessandro Baldessari, il 29enne del Cadore in nomination
PIEVE DI CADORE - «Quando avevo diciannove anni non vedevo l'ora di andarmene. Ora ogni volta che torno a Pieve è sempre più bello, al punto che sogno di poter fare dei periodi più lunghi e magari lavorare da lì». Alessandro Baldessari, 29 anni, risponde al telefono da Bath, in Inghilterra. Mamma di Pozzale di Pieve di Cadore, in tasca ha un biglietto per Los Angeles è custodito assieme a una nomination per i Golden Reel Award, il riconoscimento più importante per chi si occupa del suono.

«Per il premio sono nominato come sound editor - chiarisce - ma in generale le tre definizioni che uso sono sound designer, sound engineer e compositore». Alessandro, che nel suo curriculum vanta collaborazioni di altissimo livello (ha lavorato con Matteo Cantalupi al primo disco dei The Giornalisti, per dirne una), è il music editor di Serengeti, un documentario prodotto da Simon Fuller (più noto per essere stato il manager delle Spice Girls, di Annie Lennox, e del pilota di Formula 1 Lewis Hamilton) la cui colonna sonora è firmata da Will Gregory. «Io sono l'assistente di Gregory - spiega Alessandro - di fatto mi occupo di riarrangiare la musica dopo i cambi di sequenza fatti in montaggio o dal regista». Detta così sembra una cosa semplice.



LA PRIMA VALIGIA
Dentro la prima valigia, quando aveva 19 anni, Alessandro non ha messo solo i sogni ma anche la determinazione. «Essere nato in Cadore mi ha senz'altro aiutato in termini di caparbietà e anche nella capacità di stare solo. Il nostro è un lavoro in cui si passano molte ore davanti ad un monitor e c'è molto stress. Saper stare da solo è un grande valore aggiunto». Dopo la maturità sono andato a studiare musicologia a Cremona, volevo fare il tecnico del suono. Per una cosa o per l'altra sono finito a fare musicologia, prima alla triennale poi a Milano a fare tecnologie audio a indirizzo musicale, quello che ora è il conservatorio Claudio Abbado». Spiccare il volo in quell'ambiente non è solo questione di tempo. «In quel periodo ho lavorato anche con anche altri artisti famosi, Dario Faini dei Dardust, alla scrittura con Mengoni. C'era parecchia gente che girava». Il vero salto di qualità si chiama Erasmus Placement, gli scambi europei, una di quelle cose che la Brexit è destinata a cancellare. La sua nuova destinazione è il Real World Studio di Peter Gabriel a Box. Un tempio della musica. «Ho chiesto questa borsa di studio e sono diventato assistente di Marco Migliari un fonico italiano da tanti anni in inghilterra. Lì ho conosciuto parecchia gente, tra loro anche Will Gregory».

NOMINATION INASPETTATA
«La possibilità di una nomination non l'avevo mai valutata. Invece sabato partiamo, influenza permettendo. Domenica c'è la cerimonia. Oltre al riconoscimento del lavoro che facciamo, questo evento ti da l'apertura, il senso di far parte di qualcosa. Premieranno anche Victoria Alonso, produttrice degli Avangers. Insomma, sono dei premi importanti». Se Baldessari vincerà o meno si saprà solo dopo la cerimonia. Ma nel frattempo ciò che è certo è che la sua determinazione lo porterà distante, o magari vicino. Alle origini. «Quello del Cadore è un territorio che andrebbe sfruttato, l'essere nato in Cadore non mi ha tarpato le ali, anzi, mi ha aiutato a essere più determinato e interessato a quello che succedeva altrove. Sono già freelance ma sono ancora in una fase della carriera in cui bisogna essere qui, in Inghilterra. Ma mi piacerebbe tornare e trascorrere lì una parte dell'anno. Estate o inverno? magari anche tutte e due. Ma per farlo serve almeno un potenziamento della linea internet».
Andrea Zambenedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA