Ultima pizza da Giannino: oggi chiude lo storico "Garden F40" in piazza Foto

Dopo 30 anni di attività il locale di piazza dei Martiri abbassa la serranda: i gestori, i fratelli Mazzucco, si fermano

Martedì 29 Novembre 2022 di Andrea Ciprian
Ultima pizza da Giannino: oggi chiude lo storico "Garden F40" in piazza Foto
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BELLUNO - Superato di slancio il traguardo dei 30 anni di attività, Giannino Mazzucco e la sorella Nives si fermano. Oggi - 29 novembre - è l’ultimo giorno di apertura della pizzeria Garden F40, storico locale affacciato su piazza del Martiri che conducono insieme dall’1 aprile 1992. Per loro, queste, sono giornate inaspettatamente intense, perché sono presi d’assalto dai clienti affezionati che passano per gustare l’ultima pizza e per salutarli. «Di fronte a questo affetto, ci vengono le lacrime – confida Giannino -. Da un lato non vediamo l’ora di finire per condurre una vita più tranquilla, dall’altra l’idea che si concludo tutto fa male. Ma ciò che più commuove e ci fa piacere è il calore dei clienti che passano, ringraziano e, magari stupiti, ci chiedono il perché della nostra decisione, invitandoci a continuare ancora un po’. Per noi il bilancio di questi trent’anni è sicuramente positivo. È stato bello, ma adesso è il momento di smettere. So come vanno le cose nel nostro ambito lavorativo: quando si pensa di chiudere un’attività che è stata la propria vita, bisogna essere determinati per poi non pensarci più. Così da domani saremo chiusi. Noi pian piano ci dedicheremo ad altro, mentre il locale è pronto ad essere riaperto se ci sarà qualcuno deciso a subentrare. Staremo a vedere».

LA STORIA
La lunga e apprezzata gestione dei fratelli Mazzucco, in realtà iniziò un po’ per caso quando erano poco più che ventenni. Nel 1992 Nives lavorava già in questo locale da 5 anni come dipendente dei precedenti gestori insieme al fratello Maurizio, che sfornava le pizze. Giannino invece all’epoca faceva il meccanico in una concessionaria. Lui non era soddisfatto dello stipendio, mentre Maurizio sentiva l’esigenza di un’occupazione che non gli impegnasse le domeniche, che voleva dedicare alla famiglia: così cedette il forno a Giannino per andare ad aprire un suo bar in Galleria Caffi. Subito dopo Giannino e Nives rilevarono l’attività coinvolgendo nell’avventura una terza socia, Manuela De Pasquali, che li accompagnò per i successivi vent’anni. Diedero vita a un locale dall’atmosfera allegra e conviviale che venne scelto come punto di riferimento da varie compagnie di giovani.
 
PUNTO DI RITROVO
«All’inizio eravamo giovani anche noi e così era naturale trovarci in sintonia con la clientela – ricorda Giannino -. Nei weekend la pizzeria diventava un ritrovo per tanti ragazzi. Con molti di loro sono diventato amico. Capitava anche che dopo la chiusura qualcuno mi chiedesse un passaggio verso a casa perché non aveva la macchina. E io se potevo fare un piacere lo facevo volentieri». Poi a suon di buone pizze (rigorosamente dal forno a legna), tostoni, tramezzini e tiramisù la clientela si è allargata conquistando i favori di un pubblico più vasto che arrivava ad ogni ora della giornata: il locale è anche bar ed è sempre stato aperto dalle 7 di mattina per le colazioni, a dopo la mezzanotte per saziare i più nottambuli. «Nel tempo abbiamo iniziato a lavorare bene pure con le pause pranzo, in particolare con gli impiegati delle banche, del Comune, della Provincia e degli altri uffici qui in centro - prosegue il titolare - . Con l’avanzare della nostra età è aumentata anche quella della clientela, come è normale che sia: i giovani cercano locali gestiti da giovani».

Gli aneddoti per posto così vivace come l’Effe” si sprecano. Giannino ricorda con particolare piacere e un po’ di nostalgia le feste che le compagnie di giovani gli riservavano alla chiusura per le ferie estive: «Di solito chiudevamo 3 settimane ad agosto. L’ultima domenica di apertura lavoravamo normalmente fino alle 22.30 e poi offrivamo la birra rimasta nei fusti ai clienti più fedeli. Si faceva festa insieme, succedeva un po’ di tutto con un immancabile rito finale al quale non riuscivamo mai a sottrarci: io, Manuela e Nives venivamo gettati puntualmente nella fontana. Quelli sì erano bei tempi».
 

Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA