Turista positivo, il rifugio San Marco decide di chiudere. Contagi in un'azienda di Quero Vas

Domenica 8 Agosto 2021
Il rifugio San Marco, in comune di San Vito di Cadore
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BELLUNO - Dal Cadore al Feltrino, i nuovi focolai spingono la diffusione del virus. Le vacanze di un gruppo di giovani, trascorse tra i rifugi del Cadore è finita con l’accertamento di una positività. Una scoperta che ha messo in moto la macchina del contact tracing dell’Ulss proprio per riuscire ad arginare in tempi brevissimi la diffusione della temuta variante Delta, capace di accanirsi anche sulle persone che hanno avuto una sola dose di vaccino e addirittura, anche se con sintomi più blandi (spiegano gli addetti ai lavori), su chi ne ha avute due.

IL CASO
La scoperta di un focolaio nei rifugi bellunesi risale alla scorsa settimana. Una struttura ha anche scelto, in via precauzionale, di chiudere per qualche giorno ma la situazione risulta sotto controllo e non si sono resI necessari provvedimenti a carico delle attività che, del resto, risultano aver rispettato tutte le regole. Secondo una prima ricostruzione, a far entrare il virus sarebbe stato un vacanziere che ha soggiornato in quattro rifugi d’alta quota assieme a un gruppo di amici. In una di queste strutture ha pranzato all’esterno e non si è quindi reso necessario alcun monitoraggio. Fra le mete della comitiva anche il San Marco di San Vito di Cadore che è chiuso. La notizia è scesa fino a fondo valle, tanto che ieri mattina le voci si rincorrevano in paese fra stupore e dispiacere per le conseguenze immediate nel periodo clou della stagione turistica. Una decisione presa dai gestori che, con grande senso civico e altrettanta responsabilità, hanno deciso in autonomia di fermare l’attività fino a quando sarà accertata la condizione di sicurezza fra tamponi e vaccini. I cartelli informano della sospensione dell’attività in quello che è uno dei rifugi storici della vallata. Circondato da Antelao, Sorapiss e Marmarole, conserva ancora la struttura originale, del 1895, ed è raggiungibile solo a piedi: la gestione di una struttura d’alta montagna è già molto impegnativa in condizioni normali, di questi tempi ancora di più.

NEL FELTRINO
Contagi, tra dipendenti non vaccinati, anche in un’azienda di Quero Vas, nel Feltrino. Anche in questo caso l’Ulss ha messo in atto tutta l’attività di monitoraggio per arrivare a controllare anche i contatti stretti dei dipendenti. Quattro quelli risultati positivi nelle prime ore dell’individuazione del virus. Un numero salito con il passare dei giorni. «In paese proprio questa settimana abbiamo allestito una giornata straordinaria di vaccinazione - spiega il sindaco di Quero Vas, Bruno Zanolla - la risposta è stata molto buona. In questa fase è evidente che sia necessario mantenere ancora alto il livello di prudenza. Mi rendo conto che sia un sacrificio ma serve per evitare di ritrovarci in situazioni in cui già ci siamo trovati in passato». Nel Comune i positivi sono passati in una giornata da 4 a 8 ma qualche dipendente potrebbe vivere fuori dal comune. A carico dell’azienda, che risultava rispettare i protocolli sanitari, non si sono resi necessari provvedimenti da parte dell’Ulss che, come negli altri casi continua a monitorare tutte le situazioni di potenziale pericolo.
 

Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 10:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA