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Bomba molotov sul terrazzino della casa di una donna: mistero a Limana

Domenica 7 Agosto 2022 di Olivia Bonetti
L'abitazione al primo piano di via Mandron a Limana bersagliata dalla molotov
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LIMANA - Attentato incendiario giovedì notte in via Mandron a Limana, dove una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro la casa di una donna che vive con i figli. La molotov è stata buttata contro la finestra, finendo nel terrazzino dell’appartamento al primo piano della palazzina: in fiamme la tapparella e muro annerito. Gli ignoti che hanno agito hanno potuto operare indisturbati grazie al favore del buio, visto che nella zona quasi tutti i lampioni sono spenti per il risparmio energetico. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Feltre. Non si conoscono le ragioni del gesto intimidatorio contro la residente, che fortunatamente non ha riportato nessuna conseguenza. 


L’ALLARME
L’inquietante episodio è accaduto tra l’una e le 2 della notte di giovedì: a lanciare l’allarme un vicino, che, allertato dallo scoppio, ha visto le fiamme sul terrazzino e ha subito chiesto aiuto. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco del comando di Belluno che hanno prontamente domato le fiamme e i carabinieri. Spostata immediatamente la bombola di gas che era proprio sotto il punto colpito dalla bottiglia molotov. L’ordigno di fabbricazione artigianale/casalinga è deflagrato causando danni alla finestra e tapparella. A terra c’erano ancora i vetri della bottiglia di birra riempita con liquido infiammabile (forse benzina) e da un innesco.


LE INDAGINI
Le indagini sono coordinate dal pm di turno con la locale stazione dei carabinieri. Gli inquirenti sono ora alla ricerca dei responsabili dell’attacco alla donna di via Mandron: gli ignoti hanno lanciato una vera e propria minaccia grave nei suoi confronti per motivi al momento ignoti e senza alcuna rivendicazione, per quanto è dato sapere. Secondo quanto ricostruito avrebbero messo in atto il piano entrando nella proprietà privata allo scopo di lanciare la bottiglia.


LA PAURA
I vicini raccontano quella notte di paura. Fortunatamente la donna, bersaglio dell’atto intimidatorio, dormiva e non si è accorta di nulla, fino a quando è stata risvegliata dai soccorritori intervenuti. Ha spiegato di non avere idee di chi potesse arrivare a fare un gesto simile nei suoi confronti. Ma nel quartiere c’è grande preoccupazione anche per il buio in cui versa la zona. «Siamo stati una buona settimana senza neanche un lampione acceso per il risparmio energetico - spiega una residente -. Poi il capofrazione ha scritto al Comune, spiegando la situazione e i timori: qui c’è un sacco di gente che lavora in Costan e finisce o inizia tardi ed è pericoloso. A quel punto hanno iniziato ad accendere qualche lampione: uno sì ed uno no, ma dopo l’ultimo temporale siamo di nuovo al buio. Chi ha agito ha avuto gioco facile».

Ultimo aggiornamento: 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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