Il prefetto in visita al presidio Acc: "Grande apprensione"

Lunedì 12 Aprile 2021
L'arrivo del prefetto Sergio Bracco al presidio dei lavoratori Acc

BORGO VALBELLUNA - “Pacta sunt servanda”. Gli accordi vanno osservati. Con queste parole si è aperto ieri il presidio dell’Acc davanti alla Prefettura. C’è attesa per l’incontro di giovedì tra il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e i presidenti delle Regioni Veneto e Piemonte. Verrà discusso il progetto Italcomp, il grande polo del compressore che coinvolge l’Acc di Mel, con i suoi 315 lavoratori, e i 400 della fallita ex Embraco di Riva di Chieri (To). Intanto Fim, Fiom e Uilm, dalle 9 di ieri hanno iniziato un presidio permanente davanti alla Prefettura, in piazza Duomo a Belluno. Durante la mattinata al gazebo di si è presentato il sindaco Belluno Jacopo Massaro, che ha portato loro la vicinanza della città. 
FILO DIRETTO CON D’INCÀ
Verso le undici è passato Stefano Perale, per l’Ufficio diocesano di pastorale sociale del lavoro: «Porto la nostra vicinanza al lavoratori, soprattutto alle famiglie e alla grande preoccupazione legata al territorio. Inutile parlare di spopolamento e di grandi eventi se poi invece la continuità del giorno per giorno non la seguiamo. L’avere un lavoro è il modo migliore per nobilitare gli uomini e le donne». 
A mezzogiorno è sceso il prefetto Sergio Bracco che ha manifestato la sua solidarietà. «Sono in contatto con il ministro Federico D’Incà e confido davvero molto nel tavolo che si svolgerà nei prossimi giorni, il 15 aprile. Sto vivendo tutta questa situazione con moltissima apprensione. L’Acc è un’azienda che funziona e mi auguro davvero che la vicenda possa trovare una soluzione positiva», ha riferito il prefetto. Tra i presenti i segretari provinciali del settore metalmeccanico, il presidente della Camera dl lavoro, Mauro De Carli, le Rsu. 
PREOCCUPATI MA SPERANZOSI
Anche alcuni dipendenti, tra questi Michela che da 27 anni lavora allo stabilimento di Mel: «Non sappiamo cosa succederà. Intanto questo mese è stato tagliato il 15% dello stipendio. Questa settimana si fa la notte. Per cui non si capisce la situazione. Non ci sono soldi, ma ti fanno lavorare la notte. I materiali ci sono e non ci sono. Noi siamo speranzosi, perché il posto di lavoro al giorno d’oggi è una grazia divina, ma personalmente non vedo un futuro. Ok l’Italcomp, ma chi gestirà l’azienda? Questo ci preoccupa. Chi sarà a capo, chi la finanzierà e la svilupperà?», intendendo il managment. 
MILIARDI SOLO PER GLI ALTRI
Ad aprire il presidio, sotto la pioggia, c’erano: Mauro Zuglian (Film), Michele Ferraro (Uilm) e stefano Bona (Fiom), per le Rsu Nadia De Bastiani e Giorgio Bottegal (Cgil), Massimo Busetti (Uil) e nel corso della giornata ne sono arrivati olti altri. «Con Garanzia Italia sono stati stanziati 152,6 miliardi di euro per le imprese in crisi - sbotta con rabbia Bona dopo aver letto i giornali -. Il salvataggio di Acc avrebbe rappresentato lo 0,00009%. O si va avanti e si concretizza il progetto Italcomp oppure si dia il supporto all’Acc per arrivare fino all’asta pubblica e all’eventuale cessione. Se non c’è più l’intenzione di creare il grosso polo del compressore ci venga detto chiaramente».  «Da mesi chiediamo di essere convocati al Mise - aggiungono Zuglian e Ferraro - e di fatto non abbiamo ricevuto risposta. Ora giovedì si svolgerà questo tavolo, a cui non siamo stati coinvolti. Italcomp sta esistendo solo sulla stampa, non nella realtà. Ed è questo che ci preoccupa».
 

Ultimo aggiornamento: 19:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA