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Putin, la mobilitazione funzionerà? «Reclute demotivate e armi insufficienti, è una mossa perdente»

Gli analisti: la mossa dello zar da una parte è una minaccia di escalation, dall'altra invece rischia di essere una dimostrazione di debolezza e soprattutto una strategia controproducente

Mercoledì 21 Settembre 2022 di Mario Landi
Putin, la mobilitazione funzionerà? «Reclute immotivate e armi insufficienti, è una mossa perdente»

Una mobilitazione parziale, che da una parte diventa inevitabilmente una minaccia di escalation per l'Ucraina e tutto l'Occidente e dall'altra invece rischia di essere una dimostrazione di debolezza e soprattutto una strategia controproducente. È il pensiero di decine di analisti mondiali che fanno notare che la decisione di Vladimir Putin di mobilitare fino a 300.000 riservisti, minacciare attacchi nucleari e annettere parti occupate dell'Ucraina, siano una spia di quanto sia andata male la guerra per la Russia finora. Ed è improbabile, quindi, che l'avanzata Ucraina possa essere interrotto nell'immediato futuro. La guerra, quindi, non è vicina a un punto di svolta, almeno a livello di battaglia sul campo. A livello diplomatico lo è di certo, ma la guerra a maggior ragione ora è destinata a durare ancora più a lungo.

L'annuncio di Putin è arrivato dopo che venerdì sono stati indetti referendum rapidi sull'adesione alla Russia nelle aree occupate dai russi delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia. Le decisioni sono seguite a una sconfitta militare che ha costretto le forze russe a lasciare un'altra regione ucraina parzialmente occupata, Kharkiv, all'inizio di questo mese e ha attirato pressioni dai nazionalisti russi per intensificare la guerra.

«Questo è l'ultimo lancio della granata stordente. Rivela debolezza», ha affermato il maresciallo dell'aeronautica della Royal Air Force in pensione Edward Stringer, ex capo delle operazioni per il Ministero della Difesa britannico.

Le minacce di Putin e cosa può cambiare

Allo stato attuale - spiega un'analisi del Wall Street Journal le forze armate russe non sembrano in grado di assorbire, addestrare e schierare centinaia di migliaia di nuove reclute. È probabile che anche quei soldati mobilitati con la forza, mentre aiutano la Russia a rafforzare le sue difese, non siano combattenti motivati. «La guerra sarà sempre più combattuta, da parte russa, da persone che non vogliono essere lì, e alla fine ci sarà un effetto sul morale», ha spiegato Rob Lee, esperto dell'esercito russo presso il Foreign Policy Research Institute..

È probabile che i referendum previsti per venerdì siano seguiti da una rapida incorporazione di queste aree in Russia. Putin ha spiegato che la Russia si è riservata il diritto di utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione, comprese le armi nucleari, per sostenere la sua integrità territoriale. Simili minacce erano già arrivate all'inizio dell'invasione, a febbraio. Minacce che però non hanno impedito agli Stati Uniti e all'Unione Europea di inviare decine di miliardi di dollari di armi all'Ucraina. 

Oltretutto un attacco nucleare potrebbe invitare il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e della Nato nel conflitto e alienare a quel punto anche la Cina, che è diventata un partner economico e geopolitico fondamentale per Mosca. Dopo l'annuncio di Putin, Pechino ha chiesto una soluzione pacifica che rispetti «le legittime preoccupazioni di tutte le parti».

Kori Schake, direttore della politica estera e di difesa presso il think tank dell'American Enterprise Institute, ha affermato che l'ultima minaccia nucleare di Putin non ha rappresentato un cambiamento nella posizione nucleare della Russia. «È un modo per ridurre il sostegno occidentale all'Ucraina e sarebbe un risultato terribile se questa dimostrazione di debolezza russa inducesse le potenze occidentali a farlo. Ora è il momento di rafforzare la deterrenza».

«Il discorso di Putin ha dimostrato il caos che regna a Mosca mentre il Cremlino è alle prese con battute d'arresto militari potenzialmente catastrofiche in Ucraina», ha affermato Eugene Finkel, professore alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies. «Sono disperati e sono determinati a fare qualcosa, ma sono confusi su cosa stanno facendo esattamente e su come farlo».

«Putin ha appena riconosciuto ufficialmente di aver perso la sua operazione militare speciale. Si è sempre opposto alla mobilitazione e il fatto che sia stato costretto a ordinarla significa che i suoi piani si sono conclusi con un fallimento», ha spiegato al Wall Street Journal Marat Gelman, politico dell'opposizione russa che ha lavorato come consigliere elettorale di Putin e ha ricoperto un ruolo di primo piano nella tv di Stato russa.

I mezzi militari (che mancano)

Sebbene l'Unione Sovietica avesse un sistema di strutture militari e unità di addestramento di riserva e scorte di armi e attrezzature per consentire la mobilitazione, oggi in Russia ne ha pochissime. Molti degli ufficiali e sottufficiali che avrebbero formato lo scheletro delle nuove unità composte da reclute stanno già combattendo in Ucraina, sono morti o feriti.

La mobilitazione di Putin «è una proposta perdente», ha detto Andriy Zagorodnyuk, un ex ministro della Difesa ucraino di Zelensky. «La Federazione Russa non ha con cosa armarli, non ha ufficiali e non ha veicoli». Le forze armate russe «hanno esaurito tutti coloro che erano motivati ​​dal denaro e dalle idee, e hanno anche esaurito i soldati professionisti», ha detto Alexander Baunov, un membro anziano del Carnegie Endowment for International Peace ed ex diplomatico russo. «Ma non sarebbe il primo esercito composto da persone mobilitate contro la loro volontà. Quello che sperano è che queste persone combatteranno per la propria sopravvivenza, risponderanno perché gli sparano e obbediranno ai loro comandanti perché altrimenti potrebbero essere processate dalla corte marziale».

 

Ultimo aggiornamento: 22:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA