Maddalena Mayneri, il primato dei Festival dei corti: «In aumento i temi femminili». Il 12 marzo via a Cortinametraggio

La fondatrice di Cortinametraggio e Maremetraggio: «Sempre di più, insieme all’amore, si affrontano i temi della violenza e i femminicidi» Dal 1997 al 2023 oltre 400 le donne in concorso. A marzo nuova tappa

Mercoledì 21 Febbraio 2024 di Gloria Satta
Maddalena Mayneri

Oltre 400 registe in concorso dal 1997 all’anno scorso: è il primato “rosa” di Cortinametraggio e Maremetraggio, i due storici festival riservati ai cortometraggi fondati da Maddalena Mayneri rispettivamente a Cortina d’Ampezzo e a Trieste.

La 19ma edizione di Cortinametraggio è in programma dal 12 al 17 marzo prossimi con una trentina di film provenienti da tutto il mondo, ospiti, giurie, premi, incontri, la madrina Eleonora De Luca. E dalle donne, che partecipano numerose, ci si aspettano le maggiori sorprese: nel film Anemos Vera Munzi e Caterina Salvadori raccontano una storia di emancipazione femminile ispirata a una vicenda vera di violenza, Ho ballato di tutto di Sarah Narducci affronta il tema dell’amicizia tra coinquiline, è una satira sociale realizzata a cartoon We should all be futurists di Angela Norelli e viene dall’America, come altri quattro concorrenti, Alessandra Quinn con il suo Thirsty Girl.
Tutti i film verranno giudicati da giurie diverse di cui fanno parte, tra gli altri, Moira Mazzantini, Valeria Fabrizi, Rocío Muñoz Morales, Ludovica Martino, Giulio Base, Adriano Moretti, Gianluca Curti, Antonio Bannò, Tommaso Renzoni, Ludovica Coscione. 


IL RECORD

«Quest’anno ci sono arrivati 425 film solo dall’Italia, un record storico», spiega Mayneri, «le tematiche femminili sono in costante aumento e ho notato che sempre più registe, insieme all’amore, affrontano la violenza sulle donne e i femminicidi: si tratta ormai di un’emergenza sociale che anche il cinema sente il bisogno di rappresentare». 
Triestina, laureata in Lingue e Letterature moderne con una tesi sullo sceneggiatore Rodolfo Sonego, autrice della prima tesina audiovisiva in Italia (era dedicata al settimanale Sorrisi e Canzoni), la fondatrice di Cortinametraggio ha cominciato a credere nel formato cinematografico breve molti anni fa, anche quando non andava di moda e, anno dopo anno, ha visto crescere Cortinametraggio fino a diventare l’attuale appuntamento di riferimento del settore. «Non mi sono mai arresa, ho combattuto da sola contro burocrazia e indifferenza per difendere il festival anche a costo di investire i soldi miei e mi sono sempre circondata di uno staff tutto femminile», spiega Maddalena. 
Confessa di dovere tutto a due donne che «hanno cambiato la mia vita: Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici che ha sempre appoggiato il mio lavoro, e Luciana Della Fornace, compianta presidente di Agiscuola, che mi ha fatto conoscere il cinema dall’interno». Oggi la fondatrice di Cortinametraggio ha la soddisfazione di aver visto decollare al suo festival grandi nomi come Paolo Genovese e Luca Maniero (il geniale corto dei due registi Piccole cose di valore non quantificabile fu presentato nel 1999 ma spopola ancora su Youtube), Nicola Prosatore, Cosimo Alemà, Massimo Cappelli, Giulio Manfredonia. Anche tante registe sono state battezzate o quasi a Cortina: tra loro Costanza Quatriglio, Elisabetta Sgarbi, Michela Cescon, Laura Bispuri, Michela Andreozzi, Giulia Louise Steigerwalt, Greta Scarano. Per non parlare di Pilar Fogliati che ha visto nascere la propria carriera proprio al festival ampezzano: era il 2019, l’attrice (allora conosciuta da pochi) registrò l’ormai famoso video in cui interpretava alcune donne di diversi quartieri di Roma con i rispettivi accenti, poi il filmato venne postato dal giornalista Sergio Fabi e, diventato virale, incuriosì il regista Giovanni Veronesi che decise di produrre Romantiche, l’opera prima di Pilar che da allora non si è fermata più. 


LA STORIA

«Scelsi di fondare il festival a Cortina dove mia madre sciava con l’amico Vittorio Gassman. Ho realizzato la prima edizione con l’aiuto di Elisabetta Villaggio, la figlia di Paolo, e la mia prima madrina fu Lina Wertmüller», racconta Mayneri, «fin dall’inizio ho capito che la mia strada era aiutare i giovani ad emergere. È tuttora la mia missione oltre che un investimento sul futuro del cinema». 
Un tempo Maddalena inseguiva i registi, oggi sono loro a chiedere di partecipare al festival che è diretto da Niccolò Gentili e viene realizzato in collaborazione con Aeronautica Militare, Polizia di Stato e Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Regione Veneto, Provincia di Belluno, nuovo Imaie, Mic, Siae, Anec e Fice. 
Dei 21 premi in palio, «la maggior parte consiste nella possibilità di lavorare», ad esempio con la Titanus che figura tra i partner del festival. «I giurati vedono tutti i film sul grande schermo», rivela la fondatrice di Cortinametraggio, «anche se in formato breve, il cinema deve essere esaltato dalla magia della sala». 

Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 15:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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