Il servizio di leva? Non ne ho un bel ricordo, forse sbaglio ma dubito che possa curare il malessere dei nostri giovani

PER APPROFONDIRE: lettere direttore, servizio leva
Caro direttore,
anche in consiglio regionale veneto del ritorno della naja. Oramai però i buoi sono scappati: ergo, stiamo vendendo tutte le caserme dismesse, anzi in alcune le abbiamo usati per i profughi e immigrati. Per una volta mi trovo in disaccordo con chi come Salvini vuole ripristinare il servizio di leva obbligatorio. Secodno me occorre invece ripartire dalle scuole primarie, inserendo da subito almeno due ore settimanali di educazione civica, che tratti tutto: dal rispetto delle Istituzioni, al rispetto della famiglia, delle cose pubbliche e private, cioè l’educazione a non imbrattare le mura e tutti le strutture cittadine, anche all’educazione stradale. Questo si deve fare subito, ripartire con queste ore settimanali dalla prima elementare alla quinta superiore, con un vero voto di conoscen\za al comportamento civico. La scuola fino adesso ha funzionato a corrente alternata, per questo non esiste più un educazione generale, non c’è rispetto per il prossimo. Sarebbe un bel sogno realizzabile, basterebbe una piccola legge.


Francesco Pingitore
Belluno

Caro lettore, non nutro alcun pregiudizio e ho anzi un grande considerazione per il ruolo delle forze armate e per realtà come l’Associazione nazionale alpini. Ma non ho un ricordo esaltante o formativo del mio periodo di servizio militare. Non perché abbia vissuto esperienze particolarmente negative, ma perché ho avuto l’impressione, che mantengo tuttora, di aver sprecato un anno di tempo. Mi sia perdonata un po’di presunzione, ma in 12 mesi di naja non ricordo di aver imparato nulla che già non sapessi o che mi sia stato poi utile nella vita. E, sia detto con tutto il rispetto, non avevo bisogno di trascorre un anno nell’esercito per acquisire o fortificare valori importanti come il senso del dovere e della patria, il rispetto delle regole e degli altri. A questo avevano già pensato la mia famiglia prima e la scuola poi. Naturalmente so che i tempi sono cambiati. Tanti ragazzi oggi sono privi di punti di riferimento, dentro e fuori le pareti di casa. Potrei sbagliarmi, ma ricordando la mia esperienza personale, dubito che il ripristino del servizio militare obbligatorio possa essere la soluzione a questo problema. Sarebbe un enorme investimento, ma temo di dubbia efficacia. Concordo quindi con lei: meglio puntare sulla scuola, obbligando magari i giovani a dedicare una parte del loro tempo ad attività al servizio della società e degli altri.

 
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Giovedì 6 Settembre 2018, 14:25






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5 di 49 commenti presenti
2018-09-07 12:11:09
... salutare la bandiera in armi. ascoltare le melanconiche note del silenzio in ricordo e rispetto per chi per la patria ha si è immolato in età ancora verde non è retorica. è patriottismo.. esseri militari non è portare una divisa ma uno stato d'animo . uno stato d'animo che differenzia un respirante da un cittadino ..
2018-09-07 12:50:27
libera scelta da portare avanti quando si è convinti senza ammucchiate senza senso a 18 anni e senza nonnismi idioti. se trovi un comandante che ti vuole bene lo trovi anche senza la naja, gli eserciti moderni non hanno bisogno di riservisti e di leve per tutti, inclusi gli scalzacani, hanno bisogno di teste di cuoio, se funzionanti a meraviglia tanto meglio
2018-09-07 15:36:04
"senza nonnismi idioti" - Il nonnismo fine a sè stesso è deprecabile, ma conosco un nonnismo utile a far progredire il coraggio individuale, oppure a far regredire la paura, che è la stessa cosa, non butterei via tutto. Se dovessimo sopravvivere con la libera scelta, ho l'impressione che molti (con precisi connotati) morirebbero di fame.
2018-09-07 12:00:19
Per affrontare il quesito ognuno è costretto a ripercorrere la propria esperienza, è inevitabile se concerne il vissuto. Successivamente, per valutare ed esprimere un giudizio globale, l’occhio va oltre e cerca una panoramica più ampia. Quell’esperienza è innanzitutto servita al Direttore per confermare che a quei valori definiti importanti già ci avevano pensato famiglia e scuola. Evidentemente ciò denota anche che la persona stessa aveva già recepito quello che ci si prefigge di raggiungere nello svolgersi di quel periodo. Si tenga tuttavia presente che molto dipende inoltre dall’età con cui si affronta il servizio. E’ ragionevole ritenere che coloro i quali hanno impostato la propria esistenza seguendo studi più approfonditi abbiano conseguentemente affrontato detto periodo in età più «completa» nella formazione. Personalmente condivido molto la risposta del Direttore che incentra la miglioria sul potenziamento di strutture già in essere nella vita giovanile attuale. Innanzitutto si raddrizzi la stortura di queste strutture riportandole al “modus” efficace, poiché pensare di sopperire introducendo un aggiuntivo senza intervenire prima su quelle già in atto a me sembra poco risolutivo. E’ partendo dalla frequentazione di una scuola differente che fui sradicato dal mio luogo natio svolgendo il mio servizio con mansioni apprezzate, e ricordo, se non vado errato, che nella mia stessa camerata vi era, assegnato a pari mansioni in differente luogo, una persona spesso nominata in questo giornale e legata ad uno storico «negozio» di territorio.
2018-09-07 11:27:12
Mha, della naja conservo 3 ricordi. 1) il furto di un anno della mia vita 2) gli amici che comunque ho conosciuto li anche se poi non li ho più rivisti. 3) l'enorme magna-magna dei sottoufficiali... talmente enorme che mi sento in diritto di prendere a prestito da blade runner la famosa frase "Ho visto cose che voi umani....".