La ministra Fedeli? Un prodotto della lottitazione. È riuscita a far rimpiangere i suoi predecessori

Caro direttore,
da giorni assisto divertito alla polemica suscitata da quel sempre più migliori uscito dalla bocca della ministra della pubblica istruzione Valeria Fedeli. Dopo l'osservazione di taluno, alcuni sono scesi in campo per difenderla, vecchi maestri esperti del giusto, per tutti Adriano Sofri, che interviene su un quotidiano con un io vorrei mandare a quel paese i suoi correttori. Non mi meraviglierei di sentirla un giorno augurare un sempre più migliore ASSAI. In fondo tutti possiamo migliorare. Questa volta la ministra ha lasciato la sua difesa ad altri, laureati. C'è chi non ha dimenticato quando la Fedeli, nominata ministra, fu criticata per aver dichiarato il falso nel proprio curriculum vitae, attribuendosi una laurea inesistente. Allora si difese alla televisione dichiarando, piccata, che lei era di sinistra, femminista e sindacalista. Rimasi stupito, non sapendo che detti titoli fosse stati equiparati a titoli di laurea.
Forse un atto di umiltà, di scuse, nel riconoscere gli errori, avrebbe suscitato nei confronti di ci governa e deve garantire la formazione dei nostri figli un po' di comprensione. Caro direttore, non teme anche Lei che gli italiani, pur turandasi il naso, anche per certa arroganza, saranno sempre più spinti verso l'astenzione e il populismo?

Alberto Giganti
Venezia

Caro lettore, 
la ministra Fedeli è un incidente della (spesso mediocre) storia politica italiana. Fra poche settimane, speriamo, non sentiremo più parlare di lei, dei suoi diplomi ballerini e dei suoi strafalcioni. Uscirà di scena senza peraltro aver avuto la buona creanza di pronunciare qualche parola di scusa per gli incidenti che hanno costellato il suo percorso governativo. Un bilancio mediocre quello della ministra, che è riuscita nella non facile impresa di far rimpiangere tanti suoi predecessori e che è solo un'ulteriore conferma dei guai che può produrre la lottizzazione. Perché forse è il caso di ricordare come e perchè la signora Fedeli è assurta al rango di ministro. Nella formazione del governo bisognava premiare una componente del Pd che, senza essere renziana doc, non parteggiava neppure per i suoi oppositori. Nel classico gioco della margherita che precede queste scelte, è uscito il nome della Fedeli, ex sindacalista dall'inossidabile profilo di donna di sinistra, e le è stato assegnato il ministero dell'Istruzione. Nessuno si è preoccupato di valutare competenze e curriculum. Del resto la ministra dichiarava che era laureata. Peccato non fosse vero. E forse non era neppure questo il principale (il più peggiore direbbe forse lei) dei suoi problemi.

    
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Venerdì 29 Dicembre 2017, 12:04






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5 di 25 commenti presenti
2017-12-30 14:27:22
non è colpa se è così..... ma chi le ha dato l'incarico di ministra ??!!
2017-12-30 11:55:16
Una cosa e' certa, ogni Ministro e Ministra dell'istruzione si inventa una riforma epocale e definitiva, con migliaia di pagine da sorbirsi da parte di Dirigenti e Docenti.
2017-12-30 09:42:53
La faccenda laurea o non laurea è penosa: tipica dell'Italia dei todos caballeros ovvero dottori. In Austria governa il 31nne Sebastian Kurz, figlio di un ingegnere e di una insegnante, il quale ha abbandonato il suo corso universitario in legge per dedicarsi alla politica e con successo. Il coraggio che il neo cancelliere austriaco Sebastian Kurz sta mostrando nello sfidare i poteri loschi è stupefacente, è unico.
2017-12-30 13:27:24
noi abbiamo salvini, scusa se è poco....
2017-12-30 21:12:49
unicuique suum ( alla faccia della ministressa)