Il governo limiti al minimo gli annunci a rete unificate. Faccia parlare gli atti. E si impegni ad applicarli

Sabato 24 Ottobre 2020
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Egregio direttore,
mi piacerebbe conoscere dettagliatamente che fine hanno fatto gli strombazzati 400 miliardi di euro, stanziati dal governo verso la fine del marzo scorso. A reti televisive unificate ed in pompa magna, tale cifra, estremamente scioccante e monstre, venne annunciata e promessa ai contribuenti dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Sembrava la soluzione di tutti i nostri problemi. A questo punto credo sia un diritto di tutti gli italiani conoscere come sono stati utilizzati e dove sono finiti. O si tratta forse di un'ulteriore bufala?


Luciano Furlan
Mestre


Caro lettore,
immagino che lei si riferisca ai 400 miliardi di euro inseriti nel Decreto liquidità varato dal governo Conte a fine marzo scorso, nel pieno della pandemia, per sostenere e aiutare le imprese nella fase di maggior difficoltà per l'emergenza coronavirus. No, non si trattava di una bufala, anche se è molto difficile sapere nel dettaglio come sono stati utilizzati quei 400 miliardi. Certamente i soldi sono stati stanziati. Secondo quanto aveva dichiarato il premier Conte che parlò di un bazooka per sostenere e rilanciare l'economia, avrebbero dovuto essere immediatamente disponibili per garantire subito prestiti e liquidità alla aziende messe in difficoltà dalla crisi economico-sanitaria. Purtroppo non è stato sempre così. In molti casi le procedure troppo complesse e le zone grigie del provvedimento, hanno infatti reso difficile per molte imprese ottenere (od ottenere in tempi rapidi) quei soldi e quelle garanzie. Un po' quello che è accaduto anche con la cassa integrazione. Il governo nei mesi scorsi ha preso giustamente la decisione di estenderla anche alle imprese di più piccole dimensioni e ai lavoratori di settori finora esclusi dagli ammortizzatori sociali. I soldi per erogarla c'erano, ma a causa dei soliti intoppi burocratici e di un'organizzazione inadeguata dell'Inps, per un lungo periodo sono state le aziende stesse a dover anticipare la cassa integrazione ai propri dipendenti e a tutt'oggi ci sono decine di migliaia di lavoratori, restati a casa senza stipendio, che dopo diversi mesi non hanno ancora ricevuto un euro. Anche per questa ragione, nei tempi difficili che viviamo, sarebbe opportuno che il governo presieduto da Giuseppe Conte modificasse lo stile di comunicazione. Gli annunci del presidente del Consiglio a rete unificate sarebbe bene che fossero limitati allo stretto necessario. Per far parlare invece gli atti e le leggi. Impegnandosi, soprattutto, a tradurli in realtà.

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