Stiamo combattendo un virus che uccide: legittime le critiche, ma ascoltiamo innanzitutto la scienza

Giovedì 5 Marzo 2020
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Egregio direttore,
secondo me l'unica misura sensata per limitare il contagio di coronavirus nelle zone rosse e gialle é quello di sospendere temporaneamente il trasporto pubblico. Che senso ha, per esempio a Venezia, dover bere lo spritz a 1 metro di distanza e poi il mattino dopo andare al lavoro o tornare a casa su tram e bus affollati, con durata del percorso superiore ai 15 minuti?

Franco Gasperin
Mestre Venezia

Caro lettore, 
le sue sono considerazioni dettate dal buon senso. Non si può escludere che si arrivi ad applicare anche misure restrittive come quelle che lei suggerisce. Stiamo tutti vivendo una situazione particolare e inedita: per la gravità del virus e per le conseguenze che l'epidemia ha sui nostri comportamenti. Proprio per questo dobbiamo essere consapevoli di due cose importanti. La prima: viviamo in un mondo fortemente interconnesso, le nostre città non si possono chiudere o fermare. Lo si può fare per un paese di qualche migliaio di abitanti come Vo', ben difficilmente per un'area vasta come Mestre-Venezia o come Padova. Abbiamo però il dovere di mettere in atto e applicare con rigore tutte le quelle azioni che, in assenza di un vaccino, consentano di limitare la diffusione del virus e di contrastarne la sua forte trasmissibilità. La seconda: dobbiamo aver fiducia nella scienza e nelle indicazioni che essa ci fornisce. Naturalmente ciascuno mantiene la libertà di giudicare e criticare ogni scelta e decisione: lo abbiamo fatto anche noi e lo faremo ogni volta che lo riterremo opportuno. Del resto è difficile non rimanere sconcertati quando, per esempio, si ascolta il premier Conte affermare che in Italia sono stati fatti troppi tamponi, quando è chiaro che sarebbe invece necessario farne molti di più. Ricordiamoci però che non stiamo partecipando a un talk show collettivo. Stiamo combattendo un virus che fa ammalare e uccide le persone e contro cui siamo, almeno parzialmente, disarmati. Non è una sfida da sottovalutare.

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