​Una ragazza contesta Bolsonaro in prima pagina. Ma chiediamoci perché il 46% dei brasiliani lo ha votato

Mercoledì 10 Ottobre 2018
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Caro direttore,
sono Costanza e ho 23 anni. Le scrivo in merito all'articolo presente sul numero 238 di martedì 9 ottobre 2018 in cui si elogia il signor Bolsonaro, probabile futuro presidente del Brasile, per le sue origini venete. Essendovi ancora (fortunatamente) la libertà di opinione ed espressione, colgo l'occasione per scriverLe una e-mail sentita e non polemica, per riflettere sulla vostra scelta editoriale. Jair Bolsonaro è una persona intollerante, razzista, omofoba e misogina. Ha dichiarato pubblicamente in merito alle donne che abbasserà i loro salari, in quanto rimanendo incinte non meritano di guadagnare quanto gli uomini, ha anche detto ad una donna non ti stupro perché non te lo meriti e che è contrario al matrimonio egualitario. Sulle persone gay ha affermato che sarebbe incapace di amare un figlio gay, che preferirebbe morisse in un incidente d'auto. È un ammiratore di Pinochet e sostiene che la violenza vada combattuta con una violenza più forte incitando i cittadini a comprare armi. Ha inoltre detto che i rifugiati di Haiti, Africa e Medio Oriente sono la m***a dell'umanità. Nel vostro articolo sostenete che egli sia l'unico ad aver promesso la sicurezza del paese ma non mi sembra che la sua visione sia un esempio di buon senso. Ho pertanto trovato una caduta di stile che fosse anche in prima pagina, solo perché originario di Anguillara. Viviamo in un epoca di politici estremi e senza cuore. Queste persone non dovrebbero essere ammirate e incoraggiate. Perché a prescindere dal credo politico e dalle origini venete, questo individuo è una persona senza umanità.


Costanza 

Cara lettrice, 
le posizioni politiche di Bolsonaro ci sono note e lo sono anche la suggestioni anti-democratiche con cui talvolta il leader del infarcisce i suoi discorsi. Ma sulla prima pagina di un giornale non finiscono solo coloro che professano le nostre idee. Bolsonaro ha ottenuto il 46% dei voti dei brasiliani e il Brasile è la terza democrazia del mondo, con una forte presenza di italiani. Le sue origini venete contribuiscono, soprattutto per un giornale come il Gazzettino, a renderlo un personaggio da conoscere e da capire. Il Brasile è una realtà complessa, approdata solo in tempi recenti alla democrazia. È una nazione enorme dove convivono grandi realtà metropolitane con una provincia rurale, profonda e silenziosa, lontanissima per cultura e stili di vita da città come San Paolo o Rio. A partire dal tema della sicurezza, Bolsonaro, evidentemente, ha saputo meglio di altri interpretare le domande e i sentimenti di questo sterminato Paese. E se ha ottenuto un così grande consenso è anche perchè i suoi avversari ne hanno creato le condizioni. Non dimentichiamoci che il leader del principale partito che contende a Bolsonaro la guida del Paese è tuttora l'ex presidente Lula, il sindacalista osannato in Europa da tanta parte della sinistra ma condannato a 12 anni per corruzione e attualmente rinchiuso nelle carceri brasiliane.

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