Aperture domenicali, serve buon senso non sociologismi di seconda mano

PER APPROFONDIRE: aperture, domenica, negozi
Egregio direttore,
il ministro Di Maio afferma che: «La liberizzazione delle aperture festive sta distruggendo le famiglie italiane». E su questa interessante idea si deve dire che ha ragione: dovremmo, per coerenza, eliminare il lavoro festivo anche per i sacrestani, poliziotti, carabinieri, VvFf, vigili urbani, camerieri di ristorante, tutto il personale del mondo dei trasporti, dell'esercito, degli ospedali e di tante altre categorie di lavoratori domenicali (pari ad oltre 4,7 milioni di occupati), che insieme costituiscono la civiltà ed il benessere di un popolo
.

Adriano Chiavegato

Caro lettore,
le preoccupazioni di Di Maio sono nobili, ma ho qualche dubbio sul fatto che siano le aperture domenicali a distruggere le famiglie italiane. Credo che i motivi siano ben altri. Tanto piu' che, come ricorda anche lei, ci sono milioni di italiani che da sempre lavorano alla domenica e nelle feste comandate. A quanto risulta la stragrande maggioranza di loro si è costruita una famiglia e, con impegno e sacrificio, ha fatto crescere dei figli senza traumi o difficoltà insormontabili. Non diversamente da altre categorie di lavoratori. L'Italia è uno dei Paesi europei dove il lavoro domenicale ha minore incidenza (solo Francia e Austria stanno dietro di noi) e, data la vocazione turistica di tantissime aree del nostro Paese, viene davvero difficile immaginare le serrande abbassate per decreto durante le festività. Temo che anche in questo caso gli slogan e le scorciatoie ideologiche abbiano avuto il sopravvento. Occorre invece far appello al buon senso e al pragmatismo. Fissare limiti alle liberalizzazioni, ridiscutere il numero massimo di giorni festivi di apertura nel corso dell'anno trovando un punto di equilibrio tra i diversi soggetti interessati (lavoratori, consumatori, grandi imprese, piccoli esercenti) è necessario e giusto per ragioni non solo economiche. Ma, per favore, evitiamo i sociologismi di seconda mano 
    
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Martedì 11 Settembre 2018, 14:31






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5 di 17 commenti presenti
2018-09-12 14:32:44
Qualcuno pensa davvero che ristoranti, pizzerie, discoteche, bar, cinema, teatri, etc. siano servizi indispensabili? E allora perche' nessuno chiede che rimangano chiusi la domenica? Vuoi vedere che le "famigghie", libere dall'abbuffata di acquisti nei centri commerciali, dopo la doverosa messa, non possano trovare un ristorantino, un agriturismo, una gelateria aperta per rinfrancar corpo e spirito? Ma quanto siamo ipocriti e sepolcri imbiancati!
2018-09-12 12:04:04
... non di solo pane vive l'uomo.. e quel poco che serve lo può acquistare anche il sabato. o meglio farselo in casa ( magari la domenica ).. la domenica non è un giorno, ma il giorno i cui profondi significati religosi ( ma non solo ) hanno fatto la storia dell'occidente.. il volerlo uniformare al resto della settimana significa soprattutto disconoscere, offendere e ripudiare tali valori.. i valori di tuo padre, madre, nonni e zii. avi compresi.. è barbaro pensiero giacobino del sol dell'avvenir. che come è noto non abbisogna della storia..
2018-09-12 14:36:29
Le cose sono cambiate, anche se non è domenica va bene lo stesso qualsiasi altro giorno della settimana, lo stesso ci fa brava gente.
2018-09-12 10:31:40
Sarebbe meglio potenziare il numero degli addetti.
2018-09-12 08:54:25
Certamente ci sono lavori che bisogna fare alla domenica....ma distinguiamo quelli strettamente necessari sa quelli in cui si può fare a meno....perchè altrimenti, perchè non lavorare H24 e per 365 giorni l'anno? L'obiezione del sign. Chiavegato la trovo sciocca, anche perchè, secondo il suo ragionamento, allora bisognerebbe tenere aperto tutto e sempre, cose che sono più i,portanti di un vestito, di un paio di scarpe, di un litro di latte, una mozzarella... e dunque, perchè non tenere aperte le scuole la domenica, facciamo che i ragazzi stiano a casa a turno, teniamo aperte le banche, i comuni, i servizi, mattino mezzogiorno sera e notte h24 365 giorni. Ci vorrà pure un limite . Il lavoro è certamente nobile, ma non è il FINE, è il mezzo per vivere meglio....che non vuol dire che i grandi proprietari dei centri commerciali (quasi tutti stranieri, Auchan, Carrefour...) mettono la gente a lavorare la domenica per poi loro fare il fine settimana lungo. E' una palla enorme anche che si creano posti di lavoro....la realtà è che lo stesso introito viene spalmato su più tempo e quindi si lavora di più per guadagnare meno. Altra cosa, i centri commerciali hanno fatto chiudere moltissimo piccoli esercizi commerciali familiari, col risultato che nei centri città il valore economico commerciale si è drasticamente ridotto. Inoltre c'è molto meno controllo sociale (un negozio aperto crea movimento) e il degrado nelle stesse città è evidente a tutti. Per ultimo, se il fine delle famiglie, o delle persone è andare alla domenica nei centri commerciali, le nuove piazze popolari, saranno sempre più manipolati dalle cose vanesie, dal possedere per... insonmma si guarderà al contenitore piuttosto che al contenuto.... La cultura è anche arte, anche riscoprire le città, il cinema, teatro, lo stesso stare assieme, non solo in famiglia, ma tra amici (se molti lavorano ....) senza la compulsione di chi ti vuole un pollo da spennare....perchè, quella è l'unica vera ragione dei centri commerciali e dei grandi gruppi... spennarvi, creare bisogni che non avete, farvi spendere per cose inutile...