Variante Omicron, Ricciardi: «Non sembra eludere i vaccini. Quarta dose si farà quando calerà protezione»

Il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza: «Per dire la parola fine ai dubbi sul nuovo ceppo dobbiamo aspettare ancora due settimane»

Martedì 30 Novembre 2021
Ricciardi: «Omicron non sembra eludere i vaccini. Quarta dose si farà quando calerà protezione»
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Sulla variante Omicron i vaccini sembrano efficaci: il nuovo ceppo non dovrebbe eludere la protezione anche se il suo indice di contagiosità fa tenere alta l'allerta. «Per dire la parola fine ai dubbi sulla variante Omicron dobbiamo aspettare ancora due settimane - ha detto Walter Riccardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ad Agorà su Rai3 -. Sul piatto ci sono elementi positivi e negativi. Un elemento negativo è la contagiosità, cioè il fatto che questa variante in Sudafrica sia passata dall'1% dei casi al 30% dei casi in meno di due settimane». Mentre «l'aspetto positivo è che sembra non eluda i test, quindi siamo ancora in grado di diagnosticarla e presumibilmente, se questo funziona per i test, dovrebbe funzionare anche per il vaccino». 

La contagiosità di Omicron, ha proseguito Ricciardi, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all'Univeristà Cattolica, «è un elemento molto preoccupante perché neanche la variante Delta, che pure era più contagiosa di quella originale, ci aveva messo così poco per diventare dominante: aveva impiegato 6 settimane». Quanto al decorso clinico, «è importante sapere che con questa variante non c'è un peggioramento, però bisogna tenere presente che il paese sudafricano in cui è stata individuata e su cui è stata fatta questa valutazione ha una popolazione per il 90% al di sotto dei 25 anni», quindi non è demograficamente comparabile con quella di un paese come l'Italia. Pertanto, ha concluso Ricciardi, «per dire parole definitive su Omicron dovremmo aspettare un paio di settimane per capire quanto questa variante in qualche modo si trasferisca alla demografia e all'epidemiologia del nostro Paese e, in generale, dell'Europa».

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Quarta dose quando diminuirà protezione

«Ormai è chiaro che dopo 5 o 6 mesi dobbiamo rifare una terza dose - continua Ricciardi - Però bisogna smettere di chiamare le terze dosi o quarte dosi. C'è un un ciclo vaccinale di base, che è fatto di due dosi, e poi ci sono delle dosi di richiamo, quando l'immunità si attenua: è chiaro che questa quarta dose eventualmente la dovremmo fare, ma per il momento facciamo la terza e verifichiamo quanta protezione c'è e quanto dura. Nel momento in cui si attenua, prenderemo in considerazione una dose di richiamo, come facciamo sostanzialmente ogni anno con l'influenza».

 

Gran Bretagna punto debole nel contenimento

Per Ricciardi «il Regno Unito è un po' contraddittorio nelle sue scelte: ha tolto tutta le precauzioni il 19 luglio, adesso reintroduce le mascherine, ha puntato tutto sulla vaccinazione e ora torna a inserire misure di Sanità pubblica. Non è un buon esempio, perché le varianti si sono selezionate e sono in entrate in Europa dal Regno Unito. Per esempio, in questo momento non ha bloccato i voli con il Sudafrica ma per chi proviene da lì fa soltanto il tampone e l'auto isolamento. In questo momento rappresenta il punto debole della strategia di contenimento direi a livello mondiale e, sicuramente, a livello europeo».

 

 

Ultimo aggiornamento: 11:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA