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Scuola, il piano per tagliare i consumi: lampade a led nelle aule e fine anticipata dei corsi

L’idea: far partire le lezioni pomeridiane alle 14 per sfruttare le ore più calde

Giovedì 18 Agosto 2022 di Lorena Loiacono
Scuola, il piano per tagliare i consumi: lampade a led nelle aule e fine anticipata dei corsi
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Spegnere luce e riscaldamento nelle classi, quando non servono, ammodernare gli impianti e sfruttare il più possibile la luce naturale. L’impennata dei costi energetici si fa sentire: vale per tutti anche per le scuole. E allora i dirigenti scolastici, per far tornare i conti, mettono a punto un piano anti-crisi. Del resto è il tema che sta tenendo banco, in questi giorni, nelle scuole inglesi dove per far fronte al costo eccessivo di luce e riscaldamento si sta pensando addirittura di ridurre la settimana di lezione a tre giorni di frequenza. L’anno scolastico sta per partire e i presidi inglesi stanno correndo ai ripari: una misura straordinaria, che va a tagliare la presenza in classe per poter tagliare anche le spese a cui si andrà incontro nel prossimo autunno.

RIDURRE I COSTI
Lo stesso accade negli istituti scolastici italiani dove i presidi indicano la strada per ridurre i costi: le scuole sono in tutto 8mila, per un totale di circa 40mila plessi su tutto il territorio nazionale. Vale a dire 40mila edifici con decine di aule e laboratori all’interno. Va da sé che i consumi hanno la loro rilevanza sulle casse non solo scolastiche ma anche degli enti locali, come comuni e province, che ne gestiscono le spese. Come ridurre allora i consumi senza danneggiare, ovviamente, la vita in classe? «Innanzitutto dobbiamo pensare ad utilizzare gli strumenti piu adatti - spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma - vale a dire, ad esempio, sostituire tutte le luci di vecchia generazione con quelle al Led. Inoltre dobbiamo assolutamente abituarci all’idea di spegnere la luce nelle aule quando non c’è nessuno. Sembra banale ma ci sono casi però in cui è impossibile perché gli impianti non sono sezionati». In molte scuole infatti con un interruttore generale si accendono le luci per un piano intero, se non per l’intero edificio, e non si possono spegnere per una singola aula. Lo stesso vale per il riscaldamento: «Dobbiamo abituarci ad abbassare la temperatura di uno o due gradi, rispetto al passato - continua il presidenti dell’Assopresidi di Roma - nel rispetto dell’interesse generale. Non sono le scuole a decidere gli orari dell’accensione della caldaia ma i singoli municipi. Potrebbe essere allora utile un confronto con gli enti locali visto che con l’autonomia nell’accensione potremmo tagliare i costi del 30%».

Il riscaldamento, croce e delizia delle scuole: ogni anno infatti a gennaio, dopo il rientro dalla pausa natalizia, le scuole hanno a che fare con i guasti alla caldaia e le aule si trasformano in ghiacciaie con tanto di studenti e docenti che fanno lezione con il cappotto e la sciarpa indosso. Serve allora un restyling generale sugli impianti e poi, anche qui, una gestione diretta. «Gli istituti dovrebbero avere l’autonomia di poter accendere e spegnere le caldaie - spiega Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio - gestendo anche le singole classi: quella esposta al sole è ovviamente più calda di una in ombra. Inoltre a novembre potrebbe non esserci bisogno di accendere i riscaldamenti tutti i giorni mentre ad aprile può fare ancora freddo. Dovremmo avere la facoltà di procedere con l’accensione modulare. Lì dove non serve, si spegne, proprio come facciamo nelle nostre case tutti i giorni. Una scuola ha decine di aule e non sono sempre tutte utilizzate nello stesso momento». È il caso, ad esempio, dei corsi pomeridiani extrascolastici: vale a dire corsi di musica, teatro o inglese così come le attività sportive in palestra.

LE LEZIONI POMERIDIANE
«Ci stiamo già orientando sull’anticipo delle lezioni pomeridiane alle 14, subito dopo la fine delle lezioni mattutine - continua la dirigente Costarelli - per far sì che gli ambienti siano ancora caldi senza la necessità di tenere sempre i riscaldamenti accesi. Di sicuro funziona nelle scuole superiori, per le elementari è più complicato perché le lezioni finiscono alle 16.30. Dobbiamo provvedere inoltre a sostituire gli infissi, lì dove possibile, perché nelle scuole più datate con le finestre in legno la dispersione è altissima». La stessa attenzione viene posta sul consumo dell’acqua: può capitare infatti che nei bagni, ad esempio, i rubinetti vengano lasciati aperti solo per una banale distrazione. I dirigenti scolastici puntano quindi sulla sensibilizzazione e sull’educazione al rispetto dell’ambiente per far sì che ci sia la massima attenzione da parte degli studenti nell’evitare gli sprechi. Con tanto di corsi mirati durante l’anno.
 

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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