Conte bis al via, primo atto: mossa anti Lega sui migranti

Conte bis, mossa sui migranti

di Barbara Jerkov

Debutto con strappo, per il Conte bis, che ieri ha giurato al Quirinale e, subito dopo, riunito il primo Consiglio dei ministri. Tra i primissimi atti del nuovo esecutivo c'è infatti, oltre all'attivazione della golden power sul 5G, la bocciatura della legge del Friuli Venezia Giulia sui migranti: disposizioni che eccedono le competenze regionali e risultano anche discriminatorie in contrasto con alcuni principi costituzionali. Per questo, su proposta del neo responsabile del dicastero per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, il Cdm ha deciso di impugnare la legge regionale «Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale».

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Nella nota del Cdm si ritiene che «talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all'articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale». «Bell'esordio, rispettoso dell'autonomia delle popolazioni, dei governatori, dei territori, degli italiani per il governo Pd-M5s e Leu. E anche Leu perché non dimenticatevi di Fratoianni e Boldrini», il commento a caldo di Matteo Salvini.

Il leader leghista ha deciso di scendere in piazza lunedì al fianco di Fratelli d'Italia, per un sit in davanti a Montecitorio nel giorno della fiducia. «È giusto che gli italiani facciano sentire la loro indignazione contro questo governo che nasce come una truffa ai loro danni», spiega Giorgia Meloni. «Sono molte le adesioni che riceviamo anche da ex elettori del Pd ed ex elettori M5S: insomma, monta una protesta trasversale in tutta Italia, che coinvolge la società civile, le associazioni e i cittadini».
Il governatore leghista del Friuli, Massimo Fedriga annuncia ricorso alla Corte Costituzionale e si sfoga: «Sono felice di dare fastidio a questi traditori». «Si tratta di un'attività ordinaria, corrente e oserei dire anche banale», replica Boccia. «I termini per impugnare la legge scadevano in giornata e il Cdm aveva già deciso di impugnarla», replica Boccia. «Se il Friuli Venezia Giulia si adeguerà si potrà pensare anche di ritirare il provvedimento». «Fedriga telefoni al suo ex vicepremier in vacanza in Trentino», gli fa eco Deborah Serracchiani, «e gli chieda com'era stata fatta dal suo governo l'istruttoria che ha portato all'impugnazione della legge regionale.... Un presidente di Regione, che è stato capogruppo alla Camera, dovrebbe sapere che questi non sono provvedimenti che si costruiscono da un giorno all'altro».

I NUMERI DEL SENATO
Intanto il governo avvia la sua navigazione, preparandosi la prossima settimana al tour de force dei voti di fiducia: lunedì Conte presenterà il suo programma alla Camera, martedì al Senato. A Montecitorio la nuova maggioranza può contare su un margine ampio, con 341 deputati tra Movimento 5Stelle (216), Partito Democratico (111) e Leu (14): un margine di almeno 25 voti ai quali si aggiungeranno certamente altri, a partire dai tre di +Europa. Meno brillante la situazione a palazzo Madama, dove la somma delle tre forze di maggioranza lascia solo un margine risicato di sopravvivenza. 107 i senatori grillini, 51 i dem e 4 di LeU per un totale di 162, dove l'asticella per la maggioranza assoluta è 161. In realtà anche i 4 senatori della Svp hanno già annunciato il loro sì alla fiducia, così come Pier Ferdinando Casini e Gianclaudio Bressa del gruppo Autonomie, oltre a due senatori del Maie, il socialista Nencini e almeno 4 ex grillini. Portando l'asticella decisamente più in alto.
 
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Venerdì 6 Settembre 2019, 10:56






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