"Frontalieri ratti": campagna choc
in Svizzera contro italiani e romeni

Mercoledì 29 Settembre 2010
I manifesti affissi a Lugano e Locarno (ansa)
MILANO (29 settembre) - Proteste e polemiche in Italia per una campagna-choc antifrontalieri in canton Ticino, partita su Facebook e su un sito internet e oggi proseguita con manifesti affissi in localit come Lugano e Locarno, basata su topi che rappresentano i lavoratori stranieri e slogan piuttosto forti (per esempio si usa il termine «derattizzazione»). Al momento nessuno rivendica ufficialmente l'iniziativa e il leader della Lega dei Ticinesi, Giuseppe Bignasca, si chiama fuori, mentre Cgil e Pdl fra i primi chiedono risposte al Governo della Confederazione svizzera.



In particolare, la campagna è partita sul social-network Facebook, con tanto di immagini con tre topi che rappresentano un piastrellista italiano, il ratto Fabrizio, che viene da Verbania; un poco raccomandabile simil-ladro romeno con tanto di mascherina stile Banda Bassotti, detto il ratto Bogdan, e infine il ratto Giulio con riferimento al ministro Tremonti, con uno scudo riferito allo scudo fiscale, osteggiato da chi non voleva il ritorno di capitali nel nostro Paese. In aggiunta alle foto sul sito "baila i ratt..." vi sono parole d'ordine come: "Lavoro: no all'invasione del frontalierato", e "Sicurezza: no alla delinquenza d'importazione" mentre sul sito Ticinoonline, nella sezione, News-Ticino Cronaca, si legge, tra l'altro, nel titolo "I ratti 'invadono' la Svizzera italiana" e nel pezzo "Una curiosa campagna lanciata oggi per strada e su internet. Nel mirino: frontalieri, criminalità d'importazione e Tremonti".



Immediata la reazione del segretario nazionale dei lavoratori frontalieri della Cgil, Claudio Pozzetti, che vede dietro la longa manus di Bignasca. «L'ho incontrato all'Infedele di Gad Lerner in una puntata sull'evasione fiscale - ricorda il sindacalista -. In sintesi lui ha detto che se non si smetteva di attaccare la Svizzera, riferendosi al sistema bancario, la ritorsione sarebbe stata nei confronti di chi va a lavorare lì. E puntualmente ora viene fuori una campagna, una vergogna e una mascalzonata. Chiediamo al Governo del Canton Ticino di intervenire, e spiegheremo ai ticinesi che senza i frontalieri le loro aziende sarebbero in difficoltà o chiuderebbero» Ma Bignasca nega ogni coinvolgimento: «Noi non c'entriamo - dice all'Ansa -, al momento non siamo per un inasprimento della legislazione sui frontalieri. Per ora va bene così. Ma se la disoccupazione dovesse salire dall'attuale 4,5% al 7% allora anche loro dovranno soffrire perché la crisi dovrà essere per tutti. Non pensiamo che i frontalieri siano topi. Però non siamo d'accordo con Tremonti, che è stato giusto rappresentare con uno scudo perché è stato sbagliato lo scudo fiscale. Poi noi siamo per il segreto bancario. È giusto parlare chiaro anche nei confronti del vostro Governo». «Secondo me - conclude - è stata l'Udc svizzera con la sua sezione centrale a Berna. Il 28 novembre il popolo dovrà votare la legge di iniziativa popolare per espellere i criminali stranieri e allora fa un po' di propaganda. Ma sulla legge noi siamo d'accordo».



Di "campagna anti-italiani" parla, in interrogazioni rivolte al ministro degli Esteri e a quello dell'Economia, il parlamentare del Pdl Marco Zacchera, che è anche sindaco di Verbania. Il parlamentare sottolinea che non ci sta a veder nascere oltre confine un movimento che, definendo i lavoratori frontalieri italiani "ratti" e chiamando in causa come primo "ratto" il ministro Giulio Tremonti, oltre a ledere l'immagine dell'Italia e dei suoi cittadini che in Svizzera lavorano, producono e pagano le tasse, rischia di creare tensione sociale. Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 10:16