Femminicidio, il presidente Inps Tridico: «Anche mia sorella uccisa dal marito. Quelle orfane non pagheranno»

Lunedì 9 Dicembre 2019
Femminicidio, il presidente Inps Tridico: «Quelle orfane non pagheranno. Anche mia sorella uccisa dal marito»
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Ha fatto discutere il caso dei risarcimenti chiesti dall'Inps a due ragazzine orfane, figlie di Cristina Biagi, uccisa a 38 anni dal marito Marco Loiola nel 2013: il presidente dell'istituto previdenziale, Pasquale Tridico, in un'intervista al Corriere della Sera ha specificato la posizione dell'Inps sulla questione. «Questa storia è paradossale. Non dite mai più che l'Inps è una sanguisuga, non avremmo mai dato esecuzione all'atto», ha detto Tridico.

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«Era un atto dovuto necessario per evitare la prescrizione», «se non fosse stato emesso prima della prescrizione il responsabile sarebbe stato chiamato a rispondere di danni erariali. Ma noi di questo caso ce ne stavamo occupando da tempo», ha aggiunto, «era all'attenzione di più uffici della direzione generale con l'Avvocatura della Toscana, in collaborazione con la nostra sede di Massa Carrara». «Non so più come dirlo - rincara - era un atto dovuto. E non so più come ripeterlo: quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra. Io lo so bene che cosa si prova nella loro situazione. Avevano la nostra massima comprensione».

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Incalzato dalle domande, Tridico poi racconta: «Mia sorella è stata uccisa da suo marito», un fatto successo «quando io ero ancora ragazzo, e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine», «Per me mia sorella era ben più di una sorella», aggiunge, «io sono l'ultimo di sette fratelli, lei era la primogenita. Per me alla fine era una seconda mamma».

COSA ACCADDE Il dramma avvenne il 28 luglio di sei anni fa a Marina di Massa (Massa Carrara): Loiola uccise l'ex moglie Cristina all'interno del ristorante nel quale lavorava, ferì gravemente l'uomo che credeva erroneamente essere il suo rivale in amore e si suicidò. Le due ragazzine rimaste orfane, in quanto eredi dell'uomo che sparò, sono state chiamate dall'Inps a pagare 124.000 euro come indennità di malattia e per l'assegno di invalidità erogato all'uomo sopravvissuto.

Poche ore prima, l'uomo aveva tentato di uccidere un amico della coppia: raggiunto da sei colpi di pistola l'uomo riuscì a sopravvivere, con conseguenze per le quali l'Inps ha ora chiesto il conto alle due figlie di Loiola. Una «richiesta legittima, anche se immorale - aveva spiegato Francesca Galloni, avvocato della famiglia Biagi -. Se Loiola fosse stato ancora in vita, ovviamente l'Inps avrebbe chiesto a lui la somma. La legge prevede che si rifaccia sulle eredi».

Le due ragazzine, dopo la morte dei genitori, hanno ereditato un immobile, la cui vendita tra l'altro non copre la cifra dovuta all'Inps e «una pensione che il nonno, loro tutore, mette da parte per il loro futuro», spiega l'avvocato. «Purtroppo - aggiunge - è previsto anche il recupero coattivo, se la somma non verrà erogata nei tempi. Per questo ho chiesto un incontro con Inps, sperando che, valutando la situazione, receda dalla richiesta o che si arrivi a transare una cifra inferiore, che possa essere pagata nel tempo dalle figlie di Cristina Biagi, che ricordo essere una vittima di femminicidio». 

Ultimo aggiornamento: 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA