Manovra, maggioranza apre a Mdp. Ok Senato ad aggiornamento Def

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Bersani e Pisapia (Ansa)
Mdp non cambia il suo punto di vista sulla nota di aggiornamento al Def e parla di segnale politico per la maggioranza. Dal premier Paolo Gentoiloni arriva il monito alla responsabilità di governo e parlamento di non dilapidare i risultati raggiunti e collaborare anche da punti di vista diversi. E mentre dalla maggioranza arriva la richiesta di rivedere gradualmente il meccanismo del superticket (e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan osserva che il sistema sanitario è l'ambito in cui andranno valutate misure di miglioramento), Giuliano Pisapia attacca Massimo D'Alema ritenendolo divisivo e gli suggerisce di fare un passo di lato.

«Il Senato approva il quadro economico-finanziario della prossima legge di bilancio. Un voto all'insegna di responsabilità e stabilità», scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. L'Aula del Senato ha dato il via libera allo scostamento di bilancio, richiesto dal governo con la nota di aggiornamento al Def, che fissa l'aggiustamento strutturale per il 2018 allo 0,3%. I sì sono stati 181, compreso Mdp,  e 107 i contrari. Subito dopo, come annunciato senza il voto di Mdp e anche grazie al sì dei verdiniani ha ottenuto il via libera del Senato anche la risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Def. I sì sono stati 164, 108 i voti contrari e un solo astenuto.

«Se guardiamo i dati e i numeri vediamo che la maggioranza è molto solida, lo scostamento ha visto più di 180 voti favorevoli e anche la risoluzione al Def, che Mdp non ha votato, ha avuto una maggioranza amplissima». Così Matteo Renzi, a Studio Aperto, definisce il «governo solido» e invita «nel merito a portare a casa i risultati, continuando ad abbassare le tasse, ad aumentare i posti di lavoro dopo i 978mila già raggiunti, a dare una mano a chi non ce la fa».

Previsto e annunciato, si è consumato dunque oggi in Senato lo strappo di Bersani e D'Alema. Mdp di fatto lascia la maggioranza e passa, come si diceva ai tempi della Prima Repubblica, all'appoggio esterno: il viceministro all'Interno, Bubbico, si è dimesso ieri per manifestare plasticamente il distacco da maggioranza e governo.
Il casus belli ufficiale è la manovra economica: Gentiloni non avrebbe dato rassicurazioni sufficienti sull'abolizione dei superticket sanitari e su misure contro la povertà. La vera ragione: lo scontro sulla legge elettorale (il Rosatellum-bis) che Matteo Renzi sta cercando di approvare insieme a Forza Italia, Lega, Ap.

La maggioranza comunque ha mandato segnali di apertura a Mdp sui superticket. «Rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto super ticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico». È uno degli impegni che la maggioranza chiede al governo nella risoluzione sulla nota di aggiornamento al Def. Nel triennio 2018-2020 la risoluzione chiede «un complesso di interventi in materia sanitaria» compreso un incremento delle risorse in conto capitale per gli investimenti in sanità. 

Aperture che non sono bastate a Mdp. «Continueremo a batterci per avere risposte nel corso della legge di bilancio ed è su queste risposte che orienteremo il nostro voto anche su quella legge», ha detto la capogruppo Mdp in Senato Cecilia Guerra in Aula, ribadendo la richiesta di abolire i superticket. «Ma scrivere questi obiettivi nelle risoluzioni non basta» e dal governo non sono arrivati segnali veri.

Gli ex dem in tarda mattinata come previsto hanno votato a favore della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def) per evitare la crisi di governo e lo scatto delle clausole di salvaguardia che porterebbe l'Iva al 25%. Per far passare il provvedimento serviva infatti la maggioranza assoluta: 161 voti. Subito dopo, però, i fuoriusciti del Pd hanno lasciato l'aula e non hanno votato la relazione che accompagna il Def per manifestare il loro dissenso dalle scelte economiche del governo. E per sancire il passaggio all'appoggio esterno.

Lo strappo di Mdp? «Un fatto politico che dobbiamo sottolineare per la sua gravità, in un momento in cui stiamo facendo tanto per l'occupazione», ha detto il responsabile della comunicazione del Pd, Matteo Richetti, in diretta Facebook, a 'Ore 9'. «Non è solo una cosa tecnica - ha aggiunto Richetti - . Non possiamo nasconderci dietro un dito, ci sono buone notizie sull'economia, che hanno tenuto insieme finora il centrosinistra».



 
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Mercoledì 4 Ottobre 2017, 11:42






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2 di 2 commenti presenti
2017-10-04 19:25:21
L'apertura a Mdp, a mio giudizio, ha uno scopo ben preciso: non creare problemi al Governo, provocare una crisi e dover andare alle elezioni politiche senza aver approvato il Risatellum. Anzi, a mio giudizio, dopo le elezioni politiche, se i Partiti favorevoli alla nuova forma di Legge elettorale, il "Rosatellum": Forza Italia, Fratelli d'Italia, Ap, la Lega Nord e anche il Pd, non raggiungeranno il 50%, come è anche possibile, si rivolgeranno alle altre Forze politiche elette in Parlamento meno che al M5S. Ovviamente offrendo Ministeri, Sottosegretariati, Presidenze di Commissioni ecc. Insomma una grande Alleanza, da destra a sinistra, tutti insieme contro il M5S come previsto da tempo.
2017-10-04 16:56:12
io mi domando se c'è ancora gente che da credito a Bersani e D'Alema che creano problemi ogni volta che aprono bocca e che degli italiani se ne fregano - quando hanno avuto l'occasione di comandare che hanno fatto, si sono mai fatti un esame di coscienza- ormai sono del tutto superati e non si rendono conto che il comunismo e finito da un pezzo