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Roma, finge di essere uno 007: prima i regali costosi, poi passa alla violenza. La vittima: «Mi diceva che ero un aborto di donna»

Il finto militare è stato condannato a 2 anni per stalking. La vittima: mi diceva che ero un aborto di donna e che mi avrebbe ucciso

Giovedì 11 Agosto 2022 di Erika Chilelli
Finge di essere uno 007: prima i regali costosi, poi passa alla violenza

«Sono un maresciallo dei carabinieri e lavoro per il ministero della Difesa». Si era costruito una finta identità pur di conquistare la donna che voleva diventasse la sua compagna. Aveva persino millantato di appartenere ai servizi segreti. Rientrava nel “piano” anche un corteggiamento fatto di regali costosi e cene di lusso. Ma quando lei ha deciso di lasciarlo, è iniziato l’incubo: minacce di morte, appostamenti, chiamate e persino profili falsi aperti a suo nome. Salvatore C., 51enne, a luglio del 2021 è stato condannato a due anni per stalking, minacce e accesso abusivo ai sistemi informatici, ma è rimasto in libertà. Ora, il suo legale ha presentato ricorso contro la sentenza davanti alla Corte d’appello di Roma. Nel frattempo, il finto carabiniere resta a piede libero.

IL PRIMO APPROCCIO

Tutto è cominciato nel giugno del 2014 quando la donna, entrando in un bar, conosce il 51enne che si presenta come maresciallo dei carabinieri e funzionario presso il dicastero della Difesa, mostrandole anche il tesserino di riconoscimento ministeriale. Lei si fida delle sue parole e i due iniziano una relazione. Il rapporto va avanti per diversi mesi e Salvatore, che è di Lecce, torna spesso a Roma, riempiendola di regali e portandola in ristoranti chic. Tutto va a gonfie vele. Una sera, però, le dice che la prenotazione dell’hotel dove è solito soggiornare non è andata a buon fine e chiede di dormire a casa sua: una prova per la convivenza che, di lì a poco, i due decideranno di intraprendere. Ma, una volta entrato in casa, l’uomo dei sogni si trasforma. «Ha iniziato a essere violento perché io tornavo a casa tardi e inveiva contro di me», ha rivelato la vittima durante una delle sue testimonianze in aula. «Aveva sbalzi d’umore: dalle carinerie, alla violenza». Una gelosia che esplode a settembre del 2014 quando, al culmine di una lite durata fino alle 4 del mattino, Salvatore prende in mano un coltello. Episodio che ha spinto la donna ad allontanarlo e sporgere denuncia, affidandosi agli avvocati Alessio Gala e Chiara Confortini.

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LE MINACCE

Salvatore sembra accettare la fine della breve relazione, ma qualche giorno dopo si presenta sotto casa di lei, scavalcando le recinzioni del condominio privato: si apposta sulle scale, nascondendosi persino tra i cespugli. Sapeva quando accendeva la luce, con chi era, come era vestita e quando parcheggiava la macchina. Un’auto che Salvatore ha utilizzato per mandare un messaggio di odio alla sua ex compagna, scrivendole: “Tr...a” sulla fiancata. Episodi che hanno spinto la vittima a cambiare appartamento. Eppure, lo stalker non si è fermato e ha rintracciato anche il nuovo indirizzo. Con la scusa che le doveva parlare, la seguiva in ogni occasione, anche quando andava in palestra. «Mi scriveva che ero un aborto di donna e che dovevo fare la brava altrimenti mi sarebbe successo qualcosa e avrebbe ammazzato me e la mia famiglia».

LA TRUFFA

L’imputato, che ha anche aperto falsi profili social per contattarla e iscriversi a gruppi di cui lei faceva parte, solo per insultarla, si è anche introdotto nei sistemi informatici delle sue carte di credito. Alla vittima, nel 2016 è stata notificata una diffida a pagare la somma di 7mila euro che l’ex afferma di averle prestato: lui era entrato nel suo profilo Linkedin scrivendo una dichiarazione in cui la donna ammetteva il debito.

Ultimo aggiornamento: 11:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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