Rivolta al Cpr di Torino, ispettore ferito. «In 6 contro 158 "ospiti", non parlatemi di accoglienza»

PER APPROFONDIRE: marocchini, poliziotto, torino, tunisino
Rivolta al Cpr di Torino, ferito agente che su Fb scrive: «In 6 contro 158 "ospiti", non parlatemi di accoglienza»
Un poliziotto è stato ferito alla mano e ha avuto trenta giorni di prognosi in quella che è stata una vera e propria rivolta nel Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, in corso Brunelleschi la scorsa notte. Tre persone sono state arrestate dalla polizia La misura è scattata per due marocchini e un tunisino di 24, 31 e 33 anni: sono accusati di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La rivolta di ieri è la terza nell'ultima settimana. La prima è scoppiata nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 agosto, quando un gruppo di ospiti del Cpr ha dato fuoco ad alcune masserizie. I disordini si sono ripetuti la notte tra venerdì 31 e sabato 1 settembre.

«Io da solo». «Per un pò non voglio sentire parlare di comprensione, integrazione ed accoglienza... questo è il bilancio personale di una notte di guerriglia passata al Cpr di Torino, 30 giorni di prognosi, una bella frattura scomposta di due falangi con prospettazione di intervento chirurgico, due monconi malamente appesi che improvvisamente vanno in direzione opposta a quella che il tuo cervello vorrebbe fare... e mentre i 'signorì della politica fanno il gioco delle poltrone, facendo a gara a chi di loro si rivela essere il più capriccioso, in questi Centri di Permanenza e Rimpatrio ad ogni turno si sfiora la tragedia e prima o poi - credetemi - qualcuno si farà male sul serio!!!». Lo scrive su Facebook l'ispettore rimasto ferito questa notte durante la rivolta al Cpr di Torino, in un post diffuso anche da altri utenti.

«Questa notte, per due ore, da solo e con un manipolo di Carabinieri (cinque), mi sono trovato a fronteggiare 158 ospiti (perché così vanno chiamati), sotto una sassaiola pericolosissima durata un tempo interminabile, fino all'arrivo provvidenziale di tre squadre del Reparto Mobile e del loro funzionario...». Lo scrive su Facebook il poliziotto rimasto ferito questa notte durante la rivolta al Cpr di Torino, in un post diffuso anche da altri utenti. «Questi Centri - prosegue - secondo il mio modesto parere, hanno utilità pari a zero perché si lavora in un contesto di pseudo detenzione dove l'Autorità pre-costituita viene continuamente messa in discussione, dove le nostre funzioni vengono derise, prese in giro e prese a sputi (e nel caso di specie non è una metafora), dove il controllo dell'ordine pubblico è diventato una chimera impostato essenzialmente sull'opera di mediazione dei singoli ispettori impiegati di turno a rotazione, ma tutto ciò non può quasi mai trovare riscontro quando la controparte con la quale ti confronti è rappresentata da extracomunitari provocatori pluripregiudicati che aspettano mesi per essere rimpatriati, e nemmeno sempre!!!».
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Domenica 1 Settembre 2019, 20:02






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5 di 24 commenti presenti
2019-09-02 19:29:08
sanno tutto e specie che nessuno gli farà mai nulla perchè, loro, sono dei "doni" e ora ancora di più con il nuovo governo demografico!!!
2019-09-02 18:09:22
Tunisini ? Professione futura ? Droghieri ? Ehm ehm, e poi scusate se scappano tutti dalle guerre, chi è rimasto a farle ste benedette guerre in Tunisia, Marocco , Nigeria ?
2019-09-02 11:59:40
Figurarsi se i centri sociali non intervengono,loro che con la merce umana fanno i soldi a palate e i dirigenti girano in ferrari,dovrebbero rifilare una famiglia per ogni manifestante sempre ha carico loro vedi che poi gli passano i bollori
2019-09-02 15:15:45
piu' che altro hanno bisogno di trovare "spacciatori" dovunque e a qualunque ora: che se no "vanno in crisi di astinenza"
2019-09-02 11:19:07
Se i comandanti dei poliziotti avessero gli attributi....anziche' cominciare a contare i giorni che mancano alla superpensione dal giorno in cui entrano in accademia....le cose andrebbero MOOOOLTO diversamente...