Roma, «Le 17 gravidanze di mia moglie? Non dico quanti figli abbiamo»: parla il marito dell'impiegata che ha truffato l'Inps

Giovedì 23 Gennaio 2020 di Giuseppe Scarpa

«Le 17 gravidanze di Barbara? C'è la privacy non dobbiamo rendere conto a nessuno». Davide Pizzinato, 55 anni, si arrampica sugli specchi. Da poco hanno bussato alla porta del suo appartamento, nel quartiere Tufello, i carabinieri tutela del lavoro. Gli hanno notificato l'obbligo di firma in caserma per tre volte alla settimana. Truffa e falso, i reati contestati. Per gli inquirenti l'uomo è il grande complice, e compagno, di Barbara Ioele, 50 anni, anche lei colpita dalla stessa misura cautelare. La donna, per il sostituto procuratore Carlo Villani, si è letteralmente inventata 17 gravidanze, dodici aborti naturali e 5 figli. Il tutto con un unico obiettivo: incassare gli assegni di maternità (111mila euro in totale) e non andare a lavorare, cosa che di fatto è avvenuta, a partire dal 2000. L'uomo, convivente della donna, prova a difendersi come può. Prende le distanze. «Io non le posso dire niente - spiega Pizzinato - perché non sono il diretto interessato».

In realtà è indagato assieme alla sua compagna
«Non c'è nessuna misura cautelare, non mi hanno arrestato».

Lei ha l'obbligo di firma, è una misura cautelare, non lo sa?
«Va bene, nessuno può sapere se io e la Ioele abbiamo avuto realmente dei figli».

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Ma scusi cosa vuol dire?
«Io non sono colpevole fino a prova contraria, fino al terzo grado di giudizio».

Ma allora potrei vedere i 5 bambini che, per i carabinieri e la procura, non esistono e vi siete inventati di sana pianta?
«Io rispetto il lavoro dei giornalisti, ma io e la mia compagna non lasciamo dichiarazioni. Anzi non scriva niente di questo incontro».
 

È impossibile ne parlano già tutti i telegiornali, solo che non hanno ancora reso pubbliche le vostre generalità
«Ma davvero? Io i giornali non li ho letti. Adesso vado al bar a prendermi un caffè e a sfogliare Il Messaggero. Io non so chi abbia dato questa notizia».

Se vuole leggiamo l'articolo dal cellulare
«No no, mi arrangio, guardi ho un telefono super tecnologico».

Okay, mi dica però se i bimbi esistono
«Attualmente non c'è assolutamente nulla»

Quindi questi figli non ci sono. Ha ragione il pm?
«Io sporgo denuncia, eh».

Forse dovrebbe risparmiare i soldi per il suo avvocato.
«L'unica cosa che le dico è questa: andate a vedere in che condizione è Roma con l'immondizia. Di quello dovete occuparvi, non delle cose mie».

Per gli inquirenti avete incassato illegittimamente 100mila euro dall'Inps, fingendo 17 gravidanze fasulle. Su questo non può invocare la privacy.
«Le dico una cosa, quando questa vicenda finirà, lei verrà qui a chiedermi scusa».

Ma questi 5 figli ci sono o non ci sono?
«Io non le ho detto che i figli esistono e non le ho detto che non esistono. Lei si tenga i suoi dubbi».

In questo modo non fa altro che confermare tutte le accuse degli investigatori
«Io sull'esistenza di questi neonati non dico né sì e né no. Ma scusi è un giudice lei?»

A 50 anni, la sua compagna ha avuto l'ultima gravidanza, è un fatto inusuale.
«C'è gente che ha avuto figli in provetta»

Quindi sono stati concepiti in provetta?
«Non glielo dico. La verità la diremo solo in tribunale di fronte ai magistrati».

In tribunale vedremo i piccoli?
«A processo discuteremo della cosa».

Mi dica la verità, così non è credibile.
«Non le fornisco nessuna informazione».

Possiamo dire che i figli e le relative gravidanze non sono mai esistiti?
«Lei può dire tutto quello che vuole, siamo in un Paese democratico».
 

Ultimo aggiornamento: 13:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA