Pedofilia, il cardinale George Pell condannato a 6 anni. «Abusi umilianti su coristi 13enni»

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Pedofilia, il cardinale George Pell condannato a 6 anni. «Abusi umilianti su coristi 13enni»
È stato giudicato colpevole da una giuria in dicembre di aver abusato sessualmente di due coristi di 13 anni dopo aver celebrato messa nella cattedrale e di aver aggredito sessualmente una seconda volta uno dei due minori, due mesi dopo. Il cardinale australiano George Pell è stato condannato a sei anni di carcere per abusi sessuali quando era arcivescovo cattolico di Melbourne negli anni '90. Potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e 8 mesi.



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Il giudice Peter Kidd della County Court del Victoria, che ha letto per un'ora la sentenza in diretta tv, ha descritto gli abusi di Pell come «un attacco sessuale alle vittime sfrontato e forzato». «Gli atti erano sessualmente evidenti, entrambe le vittime erano visibilmente e udibilmente angosciati durate le molestie. Vi è stato un ulteriore livello di umiliazione che ciascuna delle tue vittime deve aver provato nel sapere che l'abuso avveniva in presenza altrui». Pell ha sempre professato la sua innocenza e i suoi legali hanno presentato appello, che sarà udito il 5 e 6 giugno.

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Procedendo con la lettura della sentenza, il giudice della County Court Peter Kidd ha osservato che gli abusi commessi dal cardinale George Pell hanno avuto «un impatto significativo e di lunga durata» su una delle vittime, identificato come J. «J ha subito una serie di emozioni negative con cui ha lottato per molti anni, aggravate da problemi di fiducia e di ansia. Ho tenuto conto del profondo impatto che i reati hanno avuto sulla vita di J». Il giudice ha aggiunto di non avere avuto il beneficio di una dichiarazione di impatto dell'altra vittima, identificato come R e morto per overdose di eroina nel 2014.
 


«Tuttavia in base alle dichiarazioni di J sono in grado di dire che i reati commessi avranno avuto un impatto immediato e significativo su R. Mentre non è possibile quantificare il danno causato o come abbia impattato su R nel corso degli anni; non ho dubbio che tale impatto sia stato significativo». In nome della trasparenza il giudice Kidd ha disposto la trasmissione in diretta su vari canali della lettura della sentenza, durata oltre mezz'ora con le telecamere fisse verso di lui, davanti ad un aula strapiena di vittime di abusi, di sostenitori e giornalisti. L'appello presentato da legali di Pellsarà udito dalla Corte d'Appello del Victoria il 5 e 6 giugno e sarà basata su tre ragioni, fra cui di «irragionevolezza» del verdetto della giuria lo scorso dicembre perché basato sulle dichiarazioni di solo una delle vittime. Un verdetto quindi non supportate dalle evidenze. 
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Mercoledì 13 Marzo 2019, 06:42






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5 di 12 commenti presenti
2019-03-14 08:28:09
Leggendo con attenzione gli atti, ed ascoltando le dichiarazioni più volte riportate, questo è un caso dove DECINE DI LAMENTELE ED ACCUSE sono state fatte ricondurre ad un caso. Chi dice che questo processo sia una caccia alle streghe non conosce la casistica, non ha correttamente analizzato la prove, ne tantomeno ha capito il dolore delle vittime.
2019-03-13 19:40:22
A leggere le parti del processo dell'accusa l'unico pensiero razionale lo ha scritto un quotidiano italiano "alla furia giacobina in Australia, non basterà solo il card. Pell".... Infatti risulta alquanto difficile sostenere i fatti come raccontati dall'accusa. Due ragazzi sarebbero stati molestati in sacrestia dopo una Messa solenne e dove il card. Pell solitamente era sempre seguito dal suo cerimoniere e che sempre , dopo la funzione si fermava fuori a chiacchierare con i parrocchiani. Nessuna prova dei fatti di circa 20 anni fa, ma solo il racconto di questi due E' noto che dopo una funzione in sacrestia c'è un via vai di persone... Fornisco fonti, assolutamente non di parte, che mettono in forte dubbio i fatti, se non li smentiscono per manifesta incapacità dello svolgersi...Sul quotidiano d’informazione australiano ABCnews sono stati sintetizzati gli argomenti dell’accusa e della difesa e chiunque si può fare un’idea della forte confutazione prodotta dall’avvocato difensore di George Pell rispetto alla debolezza degli argomenti dell’accusa. In particolare il maestro delle cerimonie della cattedrale, mons. Charles Portelli, ha testimoniato di aver sempre accompagnato l’arcivescovo Pell e di averlo aiutato, come da prassi, a vestirsi e spogliarsi nelle messe domenicali durante le quali sarebbero avvenuti gli abusi. Inoltre, la difesa ha constatato che nessun altro testimone ha corroborato le accuse del denunciante e l’altra presunta vittima aveva detto ai suoi genitori, poco prima di morire per overdose nel 2014, di non essere mai stato molestato mentre era un corista.Consigliamo anche la lettura dell’articolo apparso oggi sul National Review, intitolato: "Perché la causa contro il cardinale George Pell non regge". Forti dubbi sulla sentenza sono apparsi sul New York Post e su Il Foglio, a firma di Giuliano Ferrara. Che ci sia del marcio in alcuni consacrati della chiesa cattolica non c'è dubbio... ma questa è una mossa controproducente, una caccia alle streghe che veramente rischia di rendere vana la pulizia che si sta cercando di fare....
2019-03-13 15:36:01
Se penso che il tizio era anche un "papabile"....
2019-03-13 15:09:12
Che schifezza schifosa!!!
2019-03-13 19:42:46
La sentenza ovviamente...talmente fuori di ogni logica...ma si sa, avere davanti un prete, è come agitare un telo rosso davanti ad un toro...abbassate la testa e caricate senza neppure guardare l'evidenza... Di cose vergognose ce ne sono molte, ma non questa...solo furia giacobina.