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Medvedev boccia i leader Ue: «Politici europei in declino: Draghi non è Berlusconi»

«Il livello dei politici occidentali è caduto in basso e l'ho visto con i miei occhi negli ultimi 20 anni»

Giovedì 23 Giugno 2022
Medvedev, un altro attacco: «Politici europei in declino: Draghi non è Berlusconi»
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Medvedev fa ancora parlare di sé. L'ex presidente russo e attuale vice capo del Consiglio di sicurezza ha attaccato i leader dell'Unione Europea: «Il livello dei politici occidentali è caduto in basso e l'ho visto con i miei occhi negli ultimi 20 anni», ha scritto su Telegram. «In Europa, ad esempio, non c'è nemmeno traccia di personaggi politici del livello di Helmut Kohl, Jacques Chirac o Margaret Thatcher e senza offesa per nessuno, ma è chiaro a tutti che Mario Draghi non è Silvio Berlusconi, e Olaf Scholz non è Angela Merkel».

«I grandi leader del passato - dice Medvedev - non sono mai stati russofobi, ma sono stati sostituiti da una nuova generazione di persone deboli che convenzionalmente si definiscono tecnocrati. Alcuni di loro sono specialisti abbastanza qualificati, ma niente di più. E qui sta il problema! Queste persone sono in grado di formulare correttamente un'idea, dare istruzioni precise agli assistenti. Ma non sono in grado di assumersi la responsabilità».

L'attacco di Medvedev

Ma l'attacco continua: «Cercano di nascondersi, sviare, parlare delle congiunture, addirittura dei cambiamenti climatici ma non prendono una decisione. Oppure la prendono con un ritardo catastrofico. E questo già è un guaio totale», ha spiegato. «Un vero politico non ha paura di prendere decisioni. Sì, può sbagliare e persino perdere. Ma sarà una sconfitta dignitosa», ha proseguito Medvedev, secondo cui un politico deve anche «prendere una decisione impopolare ed assumersene la responsabilità». La "nuova generazione" di politici europei, secondo l'ex presidente russo, è «lontana» da quella di alcuni decenni fa. «L'attuale presidente dell'Ucraina si presenterebbe a un incontro con il presidente Chirac con una maglietta verde? Ovviamente no. Assurdo», ha scritto riferendosi a Zelensky. «Il problema della degenerazione della politica europea è principalmente dovuto al fatto che è diventata una pallida voce di supporto per i solisti americani - ha proseguito Medvedev - Charles de Gaulle poteva opporsi a qualsiasi presidente americano, mentre ora i leader europei non pensano al futuro, ma sono limitati solo dalle loro prospettive elettorali. E anche i nuovi leader americani non brillano per idee brillanti e stabilità mentale».

 

 

Il giorno della visita a Kiev dei leader Draghi, Scholz e Macron, Medvedev aveva rivolto un altro attacco ai leader partiti per andare da Zelensky: «I mangiatori europei di rane, salsicce di fegato e spaghetti amano visitare Kiev con zero utilità. Prometteranno l'adesione all'Ue e vecchi obici, si leccheranno i baffi con l'horilka (una vodka ucraina, ndr) e torneranno a casa in treno, come 100 anni fa. Tutto va bene. Ma non avvicinerà l'Ucraina alla pace. Il tempo scorre». 

 

Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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