Cacciata di casa perché è lesbica e non vuole «guarire», 19enne si prende una rivincita da 100mila dollari

PER APPROFONDIRE: emily scheck, gay, usa
Cacciata di casa perché è lesbica e non vuole «guarire», 19enne si prende una rivincita da 100mila dollari

di Federica Macagnone

Ha ragione Emily Scheck, studentessa e atleta 19enne di Webster, nello Stato di New York: «La famiglia non sempre è quella che hai, ma quella che trovi». Lei lo sa bene: i suoi genitori l'hanno rinnegata, scaraventata fuori di casa, svuotato la sua stanza e sbattuto tutte le sue cose nella sua auto lasciandola senza un soldo. Non appena hanno trovato una sua foto insieme alla fidanzata Justyna e hanno capito che la figlia era gay, sono caduti nella disperazione perché non potevano sopportare quella "vergogna" e hanno messo la ragazza davanti a un aut aut: se non accettava di lasciare la scuola alla Canisius College per "farsi curare" e tornare alla "normalità sessuale" l'avrebbero rinnegata e cacciata da casa. 

Emily rifiutò e, pur sapendo quanto i suoi fossero conservatori e con una mentalità arcaica, non credeva sarebbero arrivati a tanto. Si sbagliava. La madre le mandò un messaggio dicendo: «Bene, ora ho chiuso con te. A partire da adesso, considerati sola e indipendente. Non contattare più nessuno di noi, né me e tuo padre, né i tuoi fratelli». Emily le chiese il perché di tutto ciò. La risposta fu: «Perché mi fai schifo».

Tornando al campus del college trovò la sua auto riempita di tutte le sue cose, dai giocattoli agli abiti, dai ricordi ai trofei, e senza targhe, che il padre aveva rimosso, così come aveva annullato i versamenti per l'assicurazione lasciandola improvvisamente a dover affrontare da sola tutte le spese per le tasse scolastiche, i libri e il sostentamento quotidiano. «All'inizio è stato decisamente difficile - racconta Emily - Sono stata fortunata nel trovarmi nella squadra di atletica perché l'allenatore mi ha garantito i pasti per qualche settimana, poi ho dovuto contare sulla mia fidanzata».

Alla fine, però, la macchina della solidarietà si è messa in moto, raggiungendo risultati al di là di ogni aspettativa. I suoi amici hanno lanciato per lei una pagina GoFundMe con l'obiettivo di raccogliere cinquemila dollari. In un battibaleno migliaia di sconosciuti hanno fatto per lei quello che i suoi genitori le avevano negato: le sono stati vicini, l'hanno amata e in pochi giorni hanno donato oltre 100mila dollari.

«Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere - dice Emily - La cifra che è stata raccolta per me è incredibile: ho deciso di smettere di accettare donazioni perché quello che è stato fatto per me va al di là di ogni mia speranza. Sono grata a tutti coloro che mi sono stati vicini. Ora  so che la famiglia non è sempre qualcosa che hai, ma qualcosa che trovi. L'amore è l'amore».

Quando la vicenda è diventata di dominio pubblico, i genitori della ragazza hanno fatto un piccolo dietrofront. «Noi accettiamo Emily per quello che è - ha detto il padre, Timothy Scheck, intervistato da The Buffalo News - Abbiamo solo fatto un po' di pressione su di lei perché tornasse a casa e parlasse con noi della questione, ma questo non significa che volessimo sottoporla a una terapia. Noi la amiamo».

Un dietrofront tardivo e poco credibile, alla luce di quello che lui e la moglie hanno fatto alla figlia, lasciandola senza un soldo e cacciandola da casa. La stessa Emily ha sottolineato come il comportamento dei suoi genitori sia cambiato solo dopo la creazione della pagina GoFundMe. E ora appare decisa ad andare avanti da sola: la famiglia è quella che ti abbraccia, non quella che ti rinnega. E lei ne ha trovata una fuori da casa.
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Giovedì 22 Novembre 2018, 21:08






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5 di 42 commenti presenti
2018-11-24 20:12:59
Brava la ragazza. Una tale famiglia non la merita. Se ne vada definitivamente e si faccia la SUA vita, non qu ella che altri vogliono.
2018-11-24 17:24:14
Più che un comportamento da mamma e papà, stare vicino ed eventualmente consigliare nel migliore dei modi la loro figlia, questa coppia l'ha tratta come un inanimato oggetto di possesso. Però ora che possiede una fortuna economica, magari si potrebbe pure chiudere un occhio, o forse anche tutti e due, sui propri principi.
2018-11-24 17:23:32
Più che un comportamento da mamma e papà, stare vicino ed eventualmente consigliare nel migliore dei modi la loro figlia, questa coppia l'ha tratta come un inanimato oggetto di possesso. Però ora che possiede una fortuna economica, magari si potrebbe pure chiudere un occhio, o forse anche tutti e due, sui propri principi.
2018-11-24 14:12:57
La vita è una ruota, e pure senza freni. Invecchieranno e potrebbe anche darsi che i figli che cita nella lettera voltino loro le spalle proprio nel bisogno. Si consoleranno pensando di aver scelto di tenersi i figli giusti. Spero proprio che a chiudere la porta in quel momento sia la ragazza,magari con la stessa spiegazione lapidaria che hanno usato loro: "mi fate schifo". Peccato possano aver figliato, non é servito a nulla nel loro declino.
2018-11-23 20:43:03
... insultare chi insulta non è insulto.. semmai offesa all'insulto.. sveglia che è tardi.. l'anormalità della normalità è frutto di anormali ideologici ... essere gay non porà mai essere un vanto.. almeno finchè l'ultimo normale non sarà tacitato.. le figuracce sono la mia specialità e la ritengo cosa normale. vanto normale e normale dialettica tra normali e anormali..