Variante Omicron, rischia l’1,4% di Pil. Faro di Bce e Fed sui mercati

È la stima del governo sull’impatto del virus qualora rallentasse la diffusione del vaccino. Il possibile aggravamento della pandemia può frenare le mosse delle banche centrali

Lunedì 29 Novembre 2021 di Flavio Pompetti e Gabriele Rosana
Variante Omicron, rischia l 1,4% di Pil. Faro di Bce e Fed sui mercati

Cosa succederebbe all'economia italiana se emergessero varianti del coronavirus in grado di ridurre l'efficacia dei vaccini? La domanda se l'è posta il ministero dell'Economia nella Nota di aggiornamento al Def. Il testo, che stima un incremento del prodotto del 6% quest'anno e del 4,7% nel 2022 anche grazie alla spinta dei provvedimenti della legge di Bilancio, include un'analisi di rischio. Si valutano i possibili effetti negativi di alcuni fattori esterni, tra cui appunto un peggioramento della situazione pandemica. Se questo evento si materializzasse, è scritto nel documento, «ciò indurrebbe le autorità a ripristinare restrizioni per alcune attività economiche nell'ultimo trimestre dell'anno in corso, che potrebbero estendersi anche alla prima metà del 2022». L'ipotesi è comunque che «tali restrizioni avrebbero un grado di pervasività inferiore rispetto a quello sperimentato nel passato». L'impatto viene quantificato in una minore crescita dello 0,5% quest'anno e dell'1,4% nel 2022. C'è da dire che per il 2021 resta un solo mese in cui potrebbero manifestarsi gli effetti, sebbene anche prima dell'individuazione della variante sudafricana fosse già in atto un rallentamento della velocità di ripresa. Separatamente, la Nadef valuta anche le conseguenze che uno scenario del genere a avrebbe a livello globale, frenando i commerci: ne deriverebbe per il prossimo anno un'ulteriore contrazione pari a non meno dello 0,4 per cento.

 

 

 

 


La variante Omicron intanto spaventa le Borse e mette pressione sulle Banche centrali per correre ai ripari e non revocare troppo presto le misure di sostegno all'economia. I listini riaprono questa mattina nel pieno dell'incertezza, mentre Federal Reserve e Bce dovranno decidere le prossime mosse. I falchi - che ancora pochi giorni fa puntavano sulla stretta monetaria a fronte di una spirale inflazionistica più lunga di quanto inizialmente previsto dall'Eurotower - potrebbero avere le ali spuntate. Lo ha ricordato ancora ieri Fabio Panetta, membro del consiglio direttivo della Bce, parlando alla Festa dell'Ottimismo del Foglio: «Oggi un intervento della Banca centrale creerebbe più danni che benefici». Parole che riecheggiano i propositi di Francoforte, che non intende (per ora) ritoccare i tassi al rialzo. Negli Usa Jerome Powell, appena scelto per un nuovo mandato alla guida della Fed, si trova di fronte ad una svolta complessa. Tra due giorni il suo istituto inizierà le dismissioni degli acquisti di bond e azioni al ritmo di 15 miliardi al mese, che dovrebbero azzerare il tesoretto anti-Covid della Banca centrale Usa entro il mese di giugno, per poi passare a incidere direttamente sulla valuta verde con l'aumento dei tassi. I dati sull'andamento dei prezzi avevano determinato nelle ultime settimane l'opinione comune tra gli analisti che questo programma dovesse essere accelerato per contrastare l'inflazione. Ora, ancora una volta, il virus si mette di traverso e ribalta le previsioni.

 

 

LA BATTUTA D'ARRESTO

Intanto, il nervosismo in Borsa è destinato a tenere banco anche oggi, dopo che venerdì la notizia della diffusione della nuova mutazione del virus aveva mandato le Borse al tappeto con Milano che ha chiuso a -4,6%, valore simile a quelli registrati anche dalle Borse di Parigi, Francoforte, Madrid e Londra. Dall'altra parte dell'Atlantico, New York aspettava il Black Friday come il giorno della riscossa. La giornata tradizionalmente dedicata agli acquisti che apre la stagione dello shopping natalizio è stata invece un'autentica battuta d'arresto per Wall Street, la peggiore dall'inizio dell'anno. Il Dow Jones ha perso due punti e mezzo, il Nasdaq -2,2%, i bond a dieci anni giù dell'1,48%. A sua volta il petrolio è sceso sotto 70 dollari e persino le criptovalute hanno lasciato sul terreno l'8,4%, mentre l'indice Vix che registra la volatilità è salito del 53,6%.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 15:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA