Ministro Giulia Bongiorno: «Troveremo le risorse per il contratto statali»

Ministro Giulia Bongiorno: «Troveremo le risorse per il contratto statali»

di Andrea Bassi

Ministro Giulia Bongiorno, sulla pace fiscale il governo è arrivato a un passo dalla crisi. Oggi è previsto un consiglio dei ministri. Troverete una soluzione?
«Certo. Matteo Salvini ha detto che è pronto a riscrivere daccapo l'intero provvedimento, ma ad una condizione».

Quale?
«Che non si dica che la Lega era quella che voleva condonare e il Movimento Cinque Stelle no, perché questo testo della pace fiscale lo abbiamo scritto insieme».



Insomma, volete che i Cinque Stelle si assumano le loro responsabilità?
«Vogliamo chiarezza. Troveremo una soluzione insieme, ma non possiamo lasciar passare il concetto che la Lega voleva una cosa e i Cinque Stelle un'altra. La norma, ripeto, era condivisa».

Da penalista le chiedo, è possibile fare un condono senza assicurare uno scudo dai reati fiscali commessi? L'adesione non finirebbe per essere una autodenuncia?
«Chiamiamola pace fiscale. Ma se dico a un contribuente facciamo pace, poi non posso dirgli ti faccio la guerra penale. Se è pace è pace».

Sì, ma ora come se ne esce?
«La pace fiscale è nel contratto del governo. Studieremo oggi in consiglio una soluzione».

Ci può essere un negoziato che coinvolga altre misure care ai Cinque Stelle, come il condono edilizio di Ischia?
«Il nostro è un governo in cui ci sono sensibilità diverse. Vanno trovati dei compromessi. La Lega, comunque, presenterà un emendamento per bloccare la sanatoria delle case abusive di Ischia. Auspichiamo ci sia condivisione anche su questo. Ripeto, dobbiamo cercare dei compromessi, che significa che ognuno deve rinunciare a qualcosa. Non è che alla Lega piace tutto quello che c'è nel contratto. Ma noi i patti li rispettiamo, sul reddito siamo stati molto corretti».

Quella di oggi la possiamo definire una verifica di governo?
«Direi che è un fisiologico momento di chiarimento».

Parliamo di pubblica amministrazione. I sindacati sono in allarme e chiedono un incontro urgente perché nel Def non ci sono i soldi per i rinnovi dei contratti?
«Il mio impegno sul contratto è massimo. Incontrerò i sindacati entro la fine del mese, la prossima settimana saranno chiamati».

Per comunicare che cosa?
«Sto lavorando giorno e notte per il rinnovo. Sono ore decisive. Spero di portare a casa dei risultati positivi».

Sarebbe possibile, come aveva fatto il governo precedente, trovare dei fondi, seppur limitati, per far partire il tavolo e poi cercare le altre risorse necessarie?
«Per ora la base di partenza del Def è lo stanziamento per l'indennità di vacanza contrattuale e l'elemento perequativo».

I 540 milioni stanziati serviranno a questo?
«Sì, ma a questo si aggiungono finanziamenti ad hoc per il comparto sicurezza, vigili del fuoco e difesa. Ora sto lavorando per avere una base per il rinnovo da poter comunicare ai sindacati».

Nessun dipendente pubblico perderà il mini bonus garantito dall'ultimo contratto fino a dicembre?
«A gennaio continueranno a riceverlo tutti. Ci sarà una norma nella legge di Stabilità».

Quanti statali andranno in pensione il prossimo anno considerando anche che il governo permetterà l'uscita anticipata con quota 100?
«Bisognerà attendere la formulazione della norma di quota 100 per capire quante persone avranno effettivamente convenienza ad andare in pensione».

Sì, però qualche conteggio lo avrete pur fatto?
«Il conteggio si può fare a normativa vigente: a prescindere da quota 100 le fuoriuscite possibili dovrebbero essere circa 147 mila l'anno».

Con il turn over al 100% il prossimo anno ci saranno quindi 147 mila assunzioni?
«Certo, ho ottenuto la conferma del turn over al 100% come da me richiesto. E ci saranno anche assunzioni straordinarie. A differenza del passato, dove si è risparmiato tagliando i dipendenti, io ho sempre pensato che le riforme si fanno partendo dalle persone».

Dove saranno queste assunzioni straordinarie?
«Per amministrazioni centrali, corpi di polizia e vigili del fuoco, ci saranno 4.500 assunzioni per ogni anno del prossimo triennio».

Ma ce la farete ad assicurare una contemporaneità tra le uscite e le assunzioni, i tempi sono stretti?
«Ovviamente servono delle norme ad hoc, perché la continuità della pubblica amministrazione deve essere garantita».

Che significa esattamente?
«Che nella quota 100 ci sarà una norma destinata agli statali per regolare il fenomeno nella pubblica amministrazione. Ci saranno alcune misure come ad esempio il potenziamento delle facoltà di assunzione delle amministrazioni».

E poi?
«La semplificazione e l'accelerazione di tutte le regole del reclutamento ma anche procedure di affiancamento del personale neo assunto con quello uscente. Abbiamo già scritto una norma che io definisco la scia delle assunzioni».

Come quella che semplifica le autorizzazioni dei lavori a casa?
«Sì, anche per fare assunzioni servono giri di carte, bolli e bollini. Allora ho detto alle amministrazioni: fino all'80% delle vostre capacità assunzionali potere partire subito. I controlli li faremo dopo. Poi ci sono le norme sui concorsi».

Come saranno i nuovi concorsi?
«Per avere il meglio nella pubblica amministrazione è necessario che la selezione sia omogenea. Ci sarà un concorso unico, anche per i Comuni. Il mio prossimo provvedimento sarà proprio su questo».

Senta, a che punto è la guerra all'assenteismo?
«Già registriamo una scossa dopo l'annuncio dei controlli biometrici e l'avvio delle ispezioni. Ho telefonato nei giorni scorsi personalmente a diversi dirigenti che hanno segnalato dipendenti assenteisti. Molti si sono sorpresi della mia chiamata, qualcuno pensava fosse uno scherzo. Così ho compreso una cosa».

Quale?
«Che è mio dovere comunicare maggiormente con i dipendenti e i dirigenti della pubblica amministrazione. Per questo ho deciso di attivare un canale Youtube in cui parlerò direttamente con loro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 20 Ottobre 2018, 07:39






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