​Fmi taglia ancora la crescita dell'Italia: Pil a +0,1% nel 2019, deficit al 2,7%

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​Fmi taglia ancora la crescita dell'Italia: Pil a +0,1% nel 2019, deficit al 2,7%
Ancora una sforbiciata nelle previsioni del Fondo Monetario Internazionale sulla crescita dell'Italia che nel 2019 - secondo quanto scritto nel World Economic Outlook, appena diffuso - dovrebbe attestarsi allo 0,1%, il valore più basso fra tutte le principali economie. Dopo la stima fatta a ottobre scorso di un Pil a +1,0%, a gennaio la previsione era scesa allo 0,6%: oggi il nuovo taglio, mentre resta invariata la previsione per il 2020 di un Pil a +0,9%.


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Dunque Italia fanalino di coda di Europa e delle economie avanzate nel 2019 e nel 2020. Con un crescita dello 0,1% quest'anno e dello 0,9% il prossimo, il Belpaese cresce meno della media del'area euro e di tutti gli altri paesi. E lo fa con un tasso di disoccupazione a due cifre: dopo il 10,6% del 2018, il tasso è previsto mantenersi pressochè stabile al 10,7% nel 2019 e al 10,5% nel 2020. Un'Italia alle prese con una crescita debole e un debito elevato, osserva il Fmi. Ma nella sua frenata l'Italia non è sola: l'intera Eurolandia rallenta e anche l'intero mondo. Ecco di seguito una tabella che riporta l'andamento della crescita e della disoccupazione dei paesi di Eurolandia nel 2019 e 2020.

L'economia mondiale rallenta: anche se una recessione non è in vista, ci sono «molti rischi al ribasso». Il Fmi tratteggia una ripresa «precaria» e taglia per la terza volta in sei mesi le proprie stime di crescita, portandole al 3,3% nel 2019, ovvero il livello più basso dal 2009, dalla crisi finanziaria. «Siamo in un momento delicato» e vanno «evitati errori politici», afferma la capo economista del Fondo Gita Gopinath. «Un anno fa l'economia globale stava crescendo, ma le cose sono molto cambiate» spiega Gopinath, osservando come la crescita globale è prevista accelerare nella seconda parte del 2019 e il prossimo anno, per poi stabilizzarsi dopo il 2020 al 3,5%. Fra i rischi che pesano sull'economia globale ci sono le tensioni commerciali. «Dati questi rischi è necessario evitare errori politici» mette in evidenza Gopinath. Secondo il Fmi fra i rischi c'è la Brexit: «ci auguriamo che ci sia un accordo a breve, ma è difficile prevedere» quale sarà l'esito delle trattative sulla Brexit, spiega Gopinath, osservando la necessità di una soluzione stabile sulle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina. Una soluzione che eviti - è l'auspicio - una escalation. Ecco di seguito una tabella con le stime di crescita delle maggiori economie. Fra parentesi vengono riportate le variazioni rispetto alle previsioni di gennaio.
 
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Martedì 9 Aprile 2019, 15:19






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