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Gianluca Amadori
SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE di
Gianluca Amadori

Tassa di soggiorno, reato cancellato: un premio agli albergatori disonesti

Sabato 2 Aprile 2022

Sono numerosi gli albergatori che non versano nelle casse comunali l'importo della tassa di soggiorno riscossa per conto della pubblica amministrazione. Alcuni lo fanno semplicemente in ritardo, perché si trovano in momentanea difficoltà. Altri non lo fanno mai, provocando danni consistenti alle casse pubbliche, ovvero a tutti i cittadini. Ciò nonostante questo comportamento non è più reato.
Il colpo di spugna lo ha deciso il governo di Giuseppe Conte inserendo un articolo nel decreto rilancio del maggio 2020, operazione che non mancò di suscitare polemiche in quanto tra i beneficiari figurava il suocero dell'allora premier, titolare di un albergo a Roma. Una mera coincidenza fu spiegato, a fronte di una misura finalizzata a sostenere un settore in forte difficoltà.

RETROATTIVITA'
La norma era scritta così male (come sempre più spesso accade alla produzione legislativa) che inizialmente è stato possibile applicarla unicamente a chi è finito sotto accusa per fatti accaduti dopo l’entrata in vigore del decreto di "depenalizzazione". Ma la volontà di salvare gli albergatori scorretti era troppo forte: lo scorso dicembre il governo Draghi ha emesso una norma interpretativa (articolo 5 della legge 215 dello scorso 17 dicembre, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 20 dicembre) con cui è stato precisato che l’eliminazione del peculato per gli albergatori vale anche per i reati commessi prima dell’entrata in vigore della decreto del 2020. Con il risultato di fermare tutte le inchieste e i processi in corso. Ma non solo. Tutti gli albergatori già condannati hanno iniziato a chiedere la revoca delle sentenze emesse in passato con conseguente restituzione delle somme confiscate. Allo Stato tutto ciò costerà un bel po': oltre a non riscuotere mai più le ingenti somme trattenute indebitamente, si sono spesi un sacco di soldi per inchieste diventate improvvisamente inutili e altri se ne spenderanno per annullare le sentenze. Una beffa nella beffa.

PREMIATI I DISONESTI
E' vero che contro gli albergatori disonesti (o distratti) ci saranno sanzioni amministrative, ma senza i sequestri e le confische penali sarà ancora più difficile di un tempo riuscire a recuperare qualche euro, soprattutto nei casi in cui somme ingenti siano state trattenute e gli alberghi successibamente abbiano chiuso i battenti. Invece di ringraziare chi rispetta le norme, lo Stato continua a premiare chi le ignora e si arricchisce a spese dei cittadini. Non è un gran bel segnale. Tra l'altro questa depenalizzazione crea disparità di trattamento tra categorie: i tabaccai, che svolgono attività di riscossione per conto della pubblica amministrazione, continuano infatti ad essere considerati incaricati di pubblico servizio e puniti penalmente per peculato, anche se tardano di un solo giorno i versamenti dovuti. La legge, come spesso accade, non è uguale per tutti.
 

Ultimo aggiornamento: 16:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA