SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE di

Battaglia per il rispetto dei diritti civili,
l'impegno di una giovane avvocatessa

Mercoledì 27 Aprile 2016
E' stata una giovane avvocatessa a "battere" il Governo facendo condannare lo Stato italiano (per la seconda volta in due anni) per la violazione del diritto alla salute delle donne e la discriminazione di cui sono soggetto gli operatori sanitari non obiettori di coscienza a causa della mancata piena applicazione della legge 194 del 1978 (la legge sull'aborto) per l'elevatissimo numero di medici e infermieri  obiettori di coscienza nelle strutture sanitarie pubbliche.

Benedetta Liberali, milanese, 32 anni, assegnista di ricerca in Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Milano e professore a contratto di Istituzioni di Diritto pubblico all'Università degli Studi di Verona, si sta impegnando da anni per il rispetto dei diritti civili e, in particolare, per ottenere la piena applicazione della legge 194 del 1978 e dell'articolo 117 della Costituzione, che impone allo Stato di adempiere agli obblighi internazionali assunti, tra cui le disposizioni della Carta sociale europea.

A metà aprile il Consiglio d’Europa ha accolto il ricorso presentato per conto della Cgil accertando che in Italia le pazienti continuano a incontrare “notevoli difficoltà” nell’accesso ai servizi previsti dalla legge e che medici e personale sanitario che non hanno optato per l’obiezione di coscienza sono discriminati, in quanto vittime di “diversi tipi di svantaggi lavorativi diretti e indiretti”. 

"Le due decisioni del Comitato Europeo devono poter essere, per il nostro Paese, una occasione decisiva per porre fine alle problematiche che sono state accertate - auspica l'avvocatessa Liberali - In definitiva, rappresentano una vittoria per tutti: per le donne, per i medici non obiettori e anche per i medici obiettori di coscienza, ai quali non si richiede affatto di effettuare le interruzioni di gravidanza. È quindi auspicabile che a fronte di questo secondo accertamento l’Italia colga tale decisiva e preziosa occasione per dare soluzione ai problemi accertati che incidono sui diritti delle persone. È una occasione importante e non bisogna perderla: un serio intervento organizzativo che, a partire dal Governo centrale, possa aiutare le Regioni e gli ospedali a garantire l’effettività del servizio disciplinato dalla legge n. 194, che è stata qualificata dalla Corte costituzionale quale legge a contenuto costituzionalmente vincolato: una legge quindi che non può essere in alcun modo incisa se non a rischio di vedere violati i principi costituzionali di cui è diretta espressione".

Allieva della professoressa Marilisa D’Amico, Benedetta Liberali si occupa da anni di questioni riguardanti i diritti civili,  con particolare riguardo alla procreazione, alla salute, all’autodeterminazione, al genere e all’orientamento sessuale. E' autrice di un interesante libro su "Il reato di atti persecutori. Profili costituzionali"
  Ultimo aggiornamento: 16:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA