Nel 2010 uccisi e mangiati 7.000 gatti:
«Fenomeno radicato anche in Veneto»

Lunedì 7 Marzo 2011
VENEZIA - «Attenzione, il mio vicino mangia i gatti». Sono di questo tenore, anche se molto più dettagliate, le segnalazioni registrate dall'Associazione italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente (Aidaa), che rivela come nell'ultimo anno, in Italia, siano stati uccisi a scopo alimentare tra i seimila e i settemila gatti. Il dato è frutto di una stima effettuata da Aidaa sulla base di 1.200 denunce effettuate nel 2010 dai cittadini, con tanto di nomi, cognomi e indirizzi dei "mangiagatti".



Come spiega all'Adnkronos Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa, «il fenomeno ha radici nei secoli ed è molto diffuso nel Veneto, nella bassa Lombardia e nel Piemonte. Nel territorio che si estende da Bergamo e Padova, i "mangiagatti" sono sempre esistiti. Si tratta, purtroppo, di una tradizione secolare, che resiste tra gli anziani e i cacciatori». Il picco più alto, spiega Croce, «lo si è registrato nel 2007, con 1.500 segnalazioni al nostro indirizzo e-mail emergenzamici@libero.it. Per fortuna il fenomeno sta lentamente recedendo, anche se al Nord la tradizione è difficile da sradicare». Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 09:47