“Ius soli” per figli di immigrati, primo sì della Camera

Martedì 4 Agosto 2015
“Ius soli” per figli di immigrati, primo sì della Camera
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Arriva il primo via libera in Parlamento al cosiddetto «Ius soli soft»: consentirà ai figli degli immigrati nati in Italia di ottenere la cittadinanza nel rispetto di alcuni paletti. La commissione Affari costituzionali di Montecitorio ha dato il proprio via libera all'adozione del testo base messo a punto dalla relatrice Marilena Fabbri del Pd. Si tratta del primo passo per una discussione che si annuncia animata. Pd e Sel festeggiano mentre Ap frena in attesa della presentazione di emendamenti «migliorativi» quando anche il M5S presenterà le proprie proposte. Insorgono, invece, Forza Italia e Lega. In particolare, il Carroccio minaccia «un Vietnam» in commissione. «A settembre - dice il deputato Cristian Invernizzi - faremo delle vere e proprie barricate per impedire l'africanizzazione dell'Italia».

Soddisfatto Khalid Chaouki, deputato del Pd e coordinatore intergruppo cittadinanza: «Si tratta - spiega - di una riforma importante per il Paese che dovrà riconoscere il diritto di cittadinanza per un milione di nuovi bambini italiani». Butta acqua sul fuoco Dorina Bianchi di Ap: «È prematuro dire che ci sia un accordo. Da settembre inizieremo a lavorare sul testo base e anche noi presenteremo degli emendamenti». Il sottosegretario Riccardo Nencini giudica positivamente la decisione della commissione e parla di «conquiste di libertà». In base alle nuove regole, i minori stranieri nati in Italia o residenti da anni nel Paese potranno ottenere la cittadinanza italiana, purchè rispettino alcune condizioni come la frequenza scolastica o la residenza nel Paese da più anni da parte di uno dei genitori.

Il testo recepisce anche alcuni dei suggerimenti contenuti nelle proposte di legge di «L'Italia sono anch'io», la campagna promossa con una raccolta di firme da una ventina di associazioni e incoraggiata dal ministro Graziano Delrio. L'iter del testo è iniziato sotto il governo Letta e unifica alcuni punti dei 29 progetti di legge sull'argomento già depositati da inizio legislatura. Rispetto allo ius soli classico (quello adottato negli Usa e in molti paesi del Sudamerica che attribuisce la cittadinanza del Paese a chiunque nasce sul suolo nazionale), lo «Ius soli soft» pone alcune condizioni all'ottenimento della cittadinanza. I bambini figli di stranieri che nascono in Italia acquisirebbero la cittadinanza se almeno uno dei due genitori «è residente legalmente in Italia, senza interruzioni, da almeno cinque anni, antecedenti alla nascita» o anche se uno dei due genitori, benchè straniero, «è nato in Italia e ivi risiede legalmente, senza interruzioni, da almeno un anno».

La cittadinanza italiana verrebbe assegnata automaticamente al momento dell'iscrizione alla anagrafe. I minori nati in Italia senza questi requisiti, e quelli arrivati in Italia sotto i 12 anni - in base al testo - potranno ottenere la cittadinanza se avranno «frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale».

I ragazzi arrivati in Italia tra i 12 e i 18 anni, infine, potranno avere la cittadinanza dopo aver risieduto legalmente in Italia per almeno sei anni e aver frequentato «un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo».

Ultimo aggiornamento: 21:41