Ratzinger, dopo 6 giorni il Vaticano scende in campo per difendere Papa Benedetto XVI e lancia messaggi trasversali

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Franca Giansoldati
Ratzinger, dopo 6 giorni il Vaticano scende in campo per difendere Papa Benedetto XVI e lancia messaggi trasversali

Città del Vaticano – Dopo sei lunghi giorni di silenzio dalla pubblicazione del rapporto sulla pedofilia nella diocesi di Monaco, il Vaticano ha pubblicato una nota per difendere il primato di Papa Benedetto XVI nella lotta contro gli abusi sessuali nella Chiesa, lanciando però anche strani messaggi “ai tanti sedicenti ratzingeriani” che avrebbero frenato o messo bastoni tra le ruote al pontefice tedesco quando voleva proporre il volto “di una Chiesa penitenziale che si umilia a chiedere perdono e che prova sgomento”. Il Vaticano sottolinea che non si possono cercare "facili capri espiatori e dare giudizi sommari" su un rapporto indipendente in cui viene criticata la gestione di quattro casi di abusi quando Ratzinger era arcivescovo di Monaco.

 

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Il comunicato del Vaticano

Il comunicato firmato da Andrea Tornielli afferma che fu Ratzinger il primo Papa ad incontrare più volte le vittime di abuso durante i viaggi apostolici. “Non può essere dimenticato o cancellato”.

Attraverso il suo segretario, il 94enne Papa Emerito ha fatto sapere che avrebbe risposto al rapporto di Monaco più avanti, anche se ha già riconosciuto un errore a proposito di un incontro del 1980 in cui venne discusso il trasferimento di un prete pedofilo nella diocesi di Monaco. Benedetto ha riconosciuto di aver effettivamente partecipato alla riunione, anche se non ha mai deciso che quel prete pedofilo entrasse in una parrocchia, come invece avvenne in seguito causando altre vittime minorenni. 

Nella nota difensiva viene anche sottolinato che Ratzinger ha contribuito a cambiare la mentalità corrente, ribaltando il ruolo delle vittime, ascoltandole e chiedendo loro perdono, anche contro i desideri di tanti nella curia che consideravano le notizie di abuso dei media un attacco alla Chiesa.

La nota difensiva e pubblicata sull'Osservatore Romano non menziona però al fatto che l'allora Benedetto XVI quando andò in Messico si rifiutò di incontrare le vittime di Macial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo, vale a dire il più grande e orrendo caso di pedofilia e di corruzione nella Chiesa degli ultimi tempi. Un criminale mai ridotto allo stato laicale e mai sottoposto ad un processo interno. Fu punito in molto molto soft da Papa Ratzinger nel 2006 con il solo divieto a celebrare in pubblico e con l'ordine di rispettare una condotta ritirata. Nel 2008 Maciel morì in Florida attorniato da sacerdoti e dalla compagna Norma e dalla figlia Normita. Solo anni dopo furono conteggiate le sue vittime, che ammontano a più di cento. Le vittime di padre Maciel hanno implorato più volte il Papa emerito, quando era in carica, di essere ricevute e di parlare con lui. 

Ratzinger da cardinale fu bloccato a fare indagini su Maciel nonostante le prime denunce arrivate alla Congregazione della Fede a metaà degli anni Novanta. 

 

 


 


 


 


 

Ultimo aggiornamento: 16:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA