Italia-Belgio, prove mondiali: c'è in palio il ranking. Non chiamatela finalina

Domenica 10 Ottobre 2021 di Alessandro Angeloni
Italia-Belgio, prove mondiali: c'è in palio il ranking. Non chiamatela finalina

Dall’Allianz di Monaco di Baviera all’Allianz di Torino, poco più di tre mesi dopo: è sempre Italia contro Belgio. Cambia l’atmosfera, il contesto, la posta in palio, ma questa è una partita che alla fine vale sempre, anche se stavolta vedremo in campo le seconde linee. Esperimenti in vista del futuro. Roberto Mancini lo sa quanto valga, lo ha ribadito ieri e nei giorni scorsi. «Tratteremo la finale per il terzo posto con grande rispetto», va dicendo. Sembra valere meno, forte della prima posizione nel ranking (l’Italia al momento è quinta, dietro ai rivali di oggi, Brasile, Inghilterra e Francia), per il Belgio di Roberto Martinez, che rinuncia in partenza a Lukaku e Hazard, ufficialmente acciaccati. Insomma, non siamo a Monaco di Baviera, non c’è in palio una semifinale da conquistare, non c’è un Europeo da prendersi ma non chiamiamola finalina. Entrambe la vogliono vincere (ventimila biglietti venduti per la sfida dello Stadium di Torino). Italia e Belgio, reduci dalle sconfitte contro Spagna e Francia, già guardano al Mondiale, che passerà dalle sfide qualificazione di novembre, decisiva per gli azzurri sarà quella con la Svizzera. Conterà arrivare primi nel girone e restare testa di serie (mantenendosi ad aprile, in caso di qualificazione, entro le prime sette del ranking). Quindi, oggi pomeriggio, fa comodo vincere, senza dubbio, per i punteggi. Mancini, poi, non vuole la seconda sconfitta di fila, la sua Italia non è abituata. E nemmeno noi. E poi c’è una tradizione da rispettare. 

 

Bilanci

Il bilancio delle sfide ufficiali (ventitré in totale, 15 i successi dell’Italia) tra Belgio e Italia vede sempre gli azzurri in vantaggio 4 vittorie contro 1 successo della Nazionale belga (13 maggio del 1972, in occasione delle qualificazioni per l’Europeo), 2 i pareggi. Martinez - nonostante le assenze - prova a tenere alta la tensione e a motivare la squadra, affinché non si lasci andare troppo. Nel gruppo c’è chi, come il portiere Thibaut Courtois, ha ampiamente mostrato uno scarso interesse per la gara di oggi. «È da tre anni che siamo in testa, vogliamo preservare il ranking, è un punto fermo», le parole del ct belga. Il primo posto nella classifica Fifa è messo a rischio dalla scalata del Brasile, questo è un buon motivo per non deporre le armi. «Non siamo ancora un prodotto finito e abbiamo un anno per migliorarci: contro i Campioni d’Europa in carica, possiamo metterci alla prova. A novembre ci servirà un punto per qualificarci al Mondiale ed è importante che tutti possano dimostrare il loro valore. Non può esserci motivazione migliore». Il Belgio dei fenomeni combatte con i fallimenti nelle grandi competizioni: da Euro 2016 in poi ha collezionato solo delusioni. La squadra invecchia e non vince, i fenomeni sono sempre meno fenomeni e oggi, come detto, qualcuno verrà risparmiato per dare vita a una sperimentazione sulle seconde linee. Per Martinez, dunque, comincia un nuovo ciclo. Mancini invece deve lavorare sulla base che ha creato in questi anni, che lo ha portato al record delle 37 partite utili consecutive e alla vittoria dell’Europeo. In vista del Mondiale in Qatar c’è da correggere alcuni difetti. Il primo: l’attaccante centrale, una credibile alternativa (o titolare) a Immobile e Belotti. Il secondo: trovare soluzioni vere in difesa, visto che Bonucci (ieri con Belotti è passato a salutare i compagni) e, soprattutto, Chiellini avranno un anno e mezzo in più rispetto all’Europeo vinto e già sono avanti con l’età, specie il capitano. Bastoni e Acerbi sono affidabili, basteranno? Vedremo. Si aspettano novità in futuro, con gli innesti di Alessandro Lucca e Sandro Tonali. Le scelte di Mancini vanno in questa direzione: vincere sperimentando. «Abbiamo preso una bella strada, i nostri giovani possono giocare insieme ancora per 5-6 anni. Il Beglio? È una partita contro la squadra prima nel ranking . Che siamo noi i campioni d’Europa ce lo ricordiamo ed è chiaro che avremmo voluto fare la finale. Provare qualcuno di nuovo vuol dire dagli la possibilità a qualche altro giocatore di dimostrare il suo valore. E’ importante, anche perché poi qualche titolare può mancare e poi la gara è importante anche per consolidare la nostra posizione nel ranking». Ecco perché vale. 

 


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