Atletica, Larissa fa un salto nella storia ed eguaglia mamma Fiona: record mondiale indoor under 20 con 6,91

Domenica 21 Febbraio 2021 di Piero Mei
Iapichino (foto Colombo - Fidal)

Una mamma, una figlia, uno sport, la stessa disciplina, la stessa misura, lo stesso record: Fiona, Larissa, il salto in lungo, 6,91. Per la “gender equality” va segnalato che anche il papà saltava, lui in alto, in altissimo, con l’asta. La buca piena di sabbia sulla quale, a 6,91 metri dalla pedana, nella gara del salto in lungo, è atterrata ieri ad Ancona Larissa Iapichino è come il cratere Jazero, dove su Marte è appena ammartato il rover Perseverance: è un volo nel futuro, un tuffo in un sogno spaziale. Perché la misura di 6,91 sottolinea un’impresa dalle molte facce. Quella mondiale: è infatti il record del mondo indoor under 20, giacché a questa classe di età, la Generazione Z, Larissa appartiene, visto che è nata il 18 luglio 2002. 

UN PRIMATO DEL 1983
Questo primato resisteva dal 1983 ed era di 6,88 metri, quanti ne aveva saltati una “certa” Heike Drechsler, fenomeno assoluto del salto in lungo e della velocità in quel fenomeno dello sport che fu la Ddr, la Germania Orientale. «La Drechsler è fra le dee del salto, sono sconvolta» dice la Iapichino: forse è la Dea. La faccia azzurro olimpico: il 6,91 ottenuto al quinto salto (6,68; nullo; 6,75; 6,75 lo score di prima) assicura a Larissa lo standard per Tokyo 2020, cioè 2021, che prevedeva un salto di 6,82. «Mi sembra surreale, mi sembra un sogno; andrò là per imparare, sono così giovane; cercherò di rubare, io cucciola fra le leonesse, i segreti delle campionesse più grandi di me». E’ il miglior salto stagionale al mondo. La faccia italiana: il 6,91 uguaglia il primato italiano assoluto (cioè per ogni età), sempre indoor, che resisteva dal 1998 quando, ventinovenne, lo fece, a Valencia, diventando campionessa d’Europa, Fiona May, ragazza inglese di origini giamaicane, diventata italiana per amore di un altro campione, Gianni. Fiona chi? Già, proprio lei, Fiona May, la mamma di Larissa, perché Gianni è Gianni Iapichino. E qui scatta la faccia sentimentale dell’impresa: «Cavolo, ho saltato come la mia mamma» ha confessato di aver pensato come prima cosa Larissa, mentre si stropicciava gli occhi guardando la cifra che era apparsa sul tabellone. E’ probabile che Fiona abbia saltato più in lungo che mai, per raggiungere all’abbraccio la ragazza Larissa. Poi l’ha premiata lei: «Il record glielo dedico, ma non dico perché: lei lo sa» è stata un’altra delle dichiarazioni della fresca primatista, nel suo italiano dalle “c” aspirate da buona toscana qual è, essendo nata e cresciuta dalle parti di Firenze. Ha parlato del salto, Larissa: «Non pensavo al salto in sé, pensavo alla rincorsa, pensavo alla pedana, come arrivarci correndo». Quindici balzi di rullaggio prima del decollo, e poi “volare”. «Spingevo tanto» ha raccontato. La rincorsa è stata anche più lunga delle sue solite, lo stacco perfetto, senza perdere neppure un centimetro e senza “rubacchiarne” neppure uno: ne rubacchiarono di decisivi a mamma Fiona una volta a un mondiale. Mamma e figlia co-primatiste nello sport, in ogni disciplina, ha l’aria di essere un inedito statistico mondiale, cose da big data e algoritmi, devices che vanno in blackout. «Felicità, stupore, le mie sono emozioni a volume altissimo, ma non ho ancora realizzato bene cosa è successo; comunque non ho parole per descrivere quel che sento» ha detto ancora Larissa, bella e sorridente sotto una fascia bianca che ne tiene i capelli. Avrà modo di trovarle, magari distraendosi qualche istante dai libri sui quali si tufferà già stasera, perché questo è l’anno della maturità, oltre che l’anno delle Olimpiadi: gli esami, cara Larissa, non finiscono mai… 

 

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