Sanremo 2021, serata "cover": poco nuovo millennio, un tuffo negli anni '80 - '90

Domenica 21 Febbraio 2021 di Totò Rizzo - Rita Vecchio
Amadeus e Fiorello, mattatori anche al Festival che comincia il 2 marzo

Il destino quest’anno ci ha messo la sua. Perché «la serata delle cover» del 71° Festival di Sanremo, slittato di un mese causa Covid, cadrà giovedì 4 marzo. L’evento che da diverse edizioni propone i cantanti in gara in un “digest” della nostra musica leggera attraverso i decenni, e che è sempre molto atteso, festeggerà così il compleanno di Lucio Dalla (avrebbe compiuto 78 anni) nel giorno che dà il titolo anche ad uno dei suoi più grandi successi, per giunta festivaliero, «4 marzo 1943», canzone che lo consacrò alla popolarità. Anche se l’indimenticato Lucio sarà omaggiato quella sera da uno solo dei cantanti in concorso, Ermal Meta che rileggerà “Caruso”.

 

Sanremo 2021, duetti e cover della terza serata: Manuel Agnelli affianca i Maneskin, Fedez-Michielin vanno sul medley . E spuntano Rettore e Samuele Bersani

 

Per il resto, tra proposte singole ed altre inserite in alcuni medley, la serata sarà incentrata sul tema dell’amore in ogni sua declinazione e poi il disagio esistenziale e sociale, l’invettiva politica in un ventaglio d’anni che si apre con la polka di novant’anni fa («Rosamunda» che il buon Nisa “tradusse” in successo italiano negli anni Quaranta del secolo scorso) e si chiude ad appena un lustro da oggi (il Calcutta del 2015) attraverso interpreti e band per lo più giovani o indipendenti come del resto gran parte del cast ufficiale del festival. A conti fatti, poco nuovo millennio (appena 3 brani), grande spazio al ventennio ’80/’90 (14 canzoni), una buona manciata di anni ’70 (8 proposte) e solo 4 del decennio ’60. Tre i duetti con gli autori: Nesli, Neffa e Samuele Bersani. Firme che vanno da Umberto Bindi a Vasco Rossi, da Rino Gaetano a Paolo Conte, da Franco Califano a Battisti e Mogol, a Pino Daniele. Tra le canzoni scelte, doppietta per Jovanotti ed Ornella Vanoni. 

 

Ma ecco nel dettaglio titoli e artisti “ospiti” della serata (sulla quale ci si possono aspettare ulteriori sorprese).


 

AIELLO con VEGAS JONES  -  Gianna 

“Chi vivrà vedrà”: Aiello vestito con frac, cilindro e ukulele come Rino Gaetano al Festival del ‘78? A fare da coro allora c’erano i Pandemonium, qui avrà il rapper Vegas Jones. È “Gianna”, la ragazza della canzone - terza classificata in quell’edizione con Salvetti, Maria Giovanna Elmi e Beppe Grillo - descritta ironicamente “in un mondo diverso, ma fatto di sesso”. 

 

ANNALISA - La musica è finita 

“La musica è finita, gli amici se ne vanno”… Sul palco in uno dei classici della nostra canzone d’autore. Firmano infatti Califano, Bindi e Nisa. Cavallo di battaglia di Ornella Vanoni che la cantò nel Sanremo del 1967, l’anno di Tenco. 

 

ARISA - Quando 

“Tu dimmi quando, quando”. Presa dal suo mood partenopeo Rosalba Pippa sceglie uno dei brani più struggenti di Pino Daniele. E Troisi ne sapeva qualcosa, tanto che la volle come leit motiv di “Pensavo fosse amore… ”. Per arricchire la sua interpretazione, Arisa canterà il brano sul palco dell’Ariston con il cantautore Michele Bravi, che ha da poco presentato il suo ultimo progetto discografico, il concept album “La Geografia del Buio”.

 

BUGO feat. PINGUINI TATTICI NUCLEARI - Un’avventura 

Per non ripetere l’avventura funesta dello scorso anno con Morgan, Bugo va sul sicuro con la canzone di Mogol - Battisti che vide la prima ed unica partecipazione di Lucio al Festival del ‘69. Non ci sarà il r’n’b di Wilson Pickett, chissà invece come lo supporteranno quei “matti” dei Pinguini.

 

COLAPESCE DIMARTINO - Povera Patria 

Un omaggio al più illustre dei loro conterranei. J’accuse politico che Franco Battiato scagliò nel lontano 1991 ma che sembra purtroppo attualissimo. “Quanti perfetti e inutili buffoni/Questo Paese devastato dal dolore”. 

 

COMA_COSE - con ALBERTO RADIUS e MAMAKASS - Il mio canto libero

“In un mondo che non ci vuole più, il mio canto libero sei tu“. L’aspirazione a un mondo diverso evocato da Battisti-Mogol nel 1972 ritorna con il duo milanese. Sul palco anche il “senatore” del pop rock italiano Radius e i polistrumentisti urban Mamakass. 

 

ERMAL META con NAPOLI MANDOLIN ORCHESTRA - Caruso 

Il classico dei classici di Lucio Dalla scritto nel 1986, intenso e struggente. Basta già il nome dell’orchestra per capire che con il cantautore di origine albanese sarà un tuffo nella napoletanità. 

 

EXTRALISCIO feat DAVIDE TOFFOLO con PETER PICHLER - Rosamunda 

Prendono la celebre polka tra le due guerre (riscritta in italiano da Nisa e rivisitata da Gabriella Ferri negli anni ‘70) e loro, che di polka e altri generi da balera sono specialisti, ne faranno sicuramente una versione da virtuosi. Tutta la ballare. 

 

FASMA con NESLI - La fine

Nesli  è l’autore (la scrisse nel 2009 e la reinterpretò nel 2011 Tiziano Ferro), ma è anche l’ospite, invitato al Festival da uno degli artisti più giovani in gara. Vent’anni di differenza per cantare insieme, rabbia, disagio e riscatto. 

 

FRANCESCO RENGA con CASADILEGO -  Una ragione di più 

Il successo di Ornella Vanoni firmato dai fratelli Reitano, Mino e Franco, e da Califano nel 1970 riproposto da un duo che incuriosisce: il tenorile ex frontman dei Timoria e la delicata interprete uscita fuori vittoriosa dall’ultimo X Factor. 

 

FULMINACCI con VALERIO LUNDINI e ROY PACI - Penso positivo 

“Quest'onda che viene e che va” - un’onda di ottimismo -  che Jovanotti riversò sui suoi fan nel 1994, stavolta si abbatte sulla Riviera con il talentuoso cantautore romano accompagnato dall’ironia del comico Valerio Lundini e dalla tromba di Roy Paci. 


GAIA con LOUS and THE  YAKUZA - Mi sono innamorato di te

Il classico di Tenco che l’anno prossimo festeggia i sessant’anni - e che è stato cavallo di battaglia di tanti interpreti, in prima linea Vanoni  -  mantiene intatto il suo fascino intimista, anche fra gli artisti con una carriera giovane. Tanto che è stato scelto dalla fresca vincitrice di Amici che si fa accompagnare dalla sensualità primitiva del sound di Lous. 


 

GHEMON con NERI PER CASO - Medley “Le ragazze”, “Donne”, “Acqua e sapone”, “La canzone del sole” 

Le donne du-du-du, le ragazze che danno il due di picche, quelle maliziose di Vasco Rossi e Curreri (colonna sonora di  Acqua e sapone di Carlo Verdone), quelle sublimate di Battisti e Mogol: il gineceo di Ghemon è servito. Un medley che parte dal 1971 e arriva al 1995. Con i Neri per caso che tornano sul luogo del delitto. 

 

GIO EVAN con I CANTANTI DI THE VOICE SENIOR - Gli anni 

Quando la nostalgia non conosce generazioni. Quella dei trentenni come Gio Evan e quella degli ultra sessantenni di The Voice senior. A fare da legame tra le due, la storica canzone di Max Pezzali ai tempi degli 883. Era il 1995. 


 

IRAMA -  Cyrano 

Forse il più coraggioso a confrontarsi con il mito Guccini e con il brano (1996) che è un manifesto contro il sistema, show business compreso. “Venite pure avanti signori imbellettati/Inutili cantanti di giorni sciagurati/Buffoni che campate di versi senza forza/Avrete soldi e gloria, ma non avete scorza”: su quel palcoscenico sarà una bella scommessa. 

 

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA con DONATELLA RETTORE - Splendido Splendente

L’ironica invettiva di fine anni ‘70 contro la chirurgia estetica non ha convinto a tutt’oggi i grandi sostenitori dei ritocchini. Ha affascinato, però, la band che ha chiamato la Rettore per l'arringa canora, firmata con il compagno storico Claudio Rego. 

 

LO STATO SOCIALE con SERGIO RUBINI e i LAVORATORI DELLO SPETTACOLO - Non è per sempre 

Canzone di denuncia e di voglia di reagire (firmata Afterhours nel 1999). E non a caso cantata con una rappresentanza di una delle fasce tra le più colpite dal Covid: quella dello spettacolo dal vivo. Una sorta di armistizio tra i teatri chiusi e l’Ariston aperto (anche senza pubblico). 

 

MADAME - Prisencolinensinainciusol 

Il manifesto dell’incomunicabilità e la ribellione alle convenzioni, anche musicali, secondo Adriano Celentano con il suo impronunciabile grammelot all’avanguardia per l’epoca in cui fu scritto: 1972. Sarà una bella sfida per l’artista più giovane della rassegna, 19 anni,  confrontarsi con un brano antesignano del rap.


 

MALIKA AYANE - Insieme a te non ci sto più 

Omaggio a Caterina Caselli, sua mentore. Ma anche a Paolo Conte e a Vito Pallavicini che scrissero questo piccolo capolavoro nel 1970. La Ayane dovrà vedersela con uno dei brani più coverizzati di questo ultimo mezzo secolo. 


 

MÅNESKIN con MANUEL AGNELLI - Amandoti

Il rock della giovane band si incontra con l’alternative di Agnelli in un brano del leader degli CCCP Giovanni Lindo Ferretti (1990). Potrebbe venir fuori una miscela tra seducente ed esplosivo per la canzone che è stata peraltro portata al successo da Gianna Nannini. 


 

MAX GAZZE’ con M.M.B - Del Mondo

“Il nostro mondo è adesso debole e vecchio/Puzza il sangue versato è infetto”: un testo molto  forte, targato ancora Giovanni Lindo Ferretti per l’indie rock del CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti). Conoscendo Gazzè, nulla sarà lasciato al caso. 


 

FRANCESCA MICHIELIN e FEDEZ - Medley: Del verde - Le cose in comune

Il duo già sperimentato ma tanto atteso incuriosisce con un medley che sembra autocitazione: in ballo, due brani distanti tra loro 20 anni, firmati da Daniele Silvestri, (Targa Tenco 1995), e Calcutta. Temi sono “le cose in comune”, amicizia e passione per la musica. 

 

NOEMI con NEFFA - Prima di andare via

La bella anima soul di Neffa in una delle sue canzoni più intriganti (2003) si incontra con la voce profonda di Noemi. Dal duetto con l’autore potrebbe scaturire una performance di spessore.    

 

ORIETTA BERTI con LE DEVA - Io che amo solo te 

La voce dell’”usignolo di Cavriago” per uno dei monumenti della musica cantautorale Sergio Endrigo è omaggiato a dovere: l’ugola di Orietta e il gruppo tutto femminile delle Deva. Canzone intramontabile, successo assicurato. Dal 1962 a oggi. 


 

RANDOM con THE KOLORS - Ragazzo fortunato

“Sono un ragazzo fortunato perché m'hanno regalato un sogno”: sarà anche quello del giovane Random (20 anni) che parafrasa il successo del 1992. Altra ondata di ottimismo jovanottesco sulla riva del pop rock dei The Kolors. 


 

WILLIE PEYOTE  con SAMUELE BERSANI - Giudizi universali 

Uno dei “capolavori” del cantautore bolognese, brano fortemente evocativo, tra sensazioni e ricordi, nostalgico ma pure fortemente disilluso. Stessa disillusione che, con molta più rabbia, Peyote propone in gara puntando più sul sociale.  

Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA