Missione archeologica italiana svela i segreti del dio della tempesta degli Ittiti

Lunedì 29 Ottobre 2018 di Elena Panarella e Rossella Fabiani
Missione archeologica italiana svela i segreti del dio della tempesta degli Ittiti

Dal 2008 dirige la missione archeologica in Anatolia centrale dell’Università di Firenze e, al Centro cultura turco “Yunus Emre” di Roma, la professoressa Stefania Mazzoni ha presentato i risultati dei suoi recenti scavi a Uşakli Höyük a Yozgat. E’ un sito molto importante per la storia degli ittiti, la cui capitale Hattusa si trova poco distante, e dove le campagne archeologiche degli ultimi anni sono state dedicate alla messa in luce del monumentale tempio della città bassa e del palazzo dell’acropoli. Il ritrovamento di frammenti di tavolette con testi cuneiformi in lingua ittita confermano l’identificazione di Uşakli con la città sacra di Zippalanda, nota dalle fonti locali. 
 

 


La conferenza archeologica della professoressa Mazzoni è la prima di una serie che vedrà, a mano a mano, tutte le sette missioni archeologiche italiane che da anni scavano in Turchia presentare i risultati del loro lavoro. Il ciclo proseguirà fino alla metà del 2019 sotto l’egida del ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia e con la collaborazione del ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Una collaborazione, quella tra istituzioni turche e italiane nell’ambito del settore archeologico, di grande importanza e attiva da decenni.  Oltre a quella di Uşakli Höyük a Yozgat, dell’Università di Firenze, sono impegnate in Turchia la missione di Yumuktepe a Mersin, dell’Università di Lecce, quella di Kinik Höyük a Nigde, dell’Università di Pavia, la missione di Arslantepe a Malatya dell’Università di Roma La Sapienza, quella di Karkamış a Gaziantep, dell’Università di Bologna, la missione ad Elaiussa Sebaste a Mersin, dell’Università di Roma La Sapienza e la missione a Hierapolis, Denizli, dell’Università di Lecce, attiva già dal 1957.

I recenti scavi a Uşakli Höyük illuminano con nuove scoperte la lunga storia di un centro di culto del dio della tempesta ittita che conobbe fasi di crisi e di rinascita attraverso i secoli. Il sito, noto con nomi diversi (Kusachakly, Kuşakli, Uçakli) è registrato nel catasto di Sorgun come Uşakli Höyük e si trova in una pianura bagnata dall’Eğri Öz Dere, affluente del Kanak Su e dominata dal massiccio granitico del Kerkenes Dağ. Costituito da un terrazza piatta a forma ovoidale di 10 ettari e da un monticolo di 2 ettari è ben visibile nella piana e dalla strada che collega Yozgat a Sivas. La posizione, l’estensione e la presenza di grossi blocchi di granito in superficie ne avevano già proposto l’associazione con una importante città ittita, Zippalanda, centro di culto del dio della tempesta, che si trovava a due giorni di cammino dalla capitale Hattuša. 

Il testo della Festa della Primavera ricorda infatti il viaggio del re dalla capitale a Zippalanda e al monte Daha, per compiere un rito e per proseguire poi verso la città di Ankuwa, identificata con il sito di Alişar Höyük. Uşakli Höyük si trova esattamente a mezza strada tra questo sito e Hattuša; l’imponente Kerkenes Dağ che marca l’orizzonte meridionale di Uşakli corrisponde bene alla posizione del monte Daha dei testi. Le campagne di prospezione di superficie (2008-2012) e gli scavi (2013-2015) non soltanto hanno confermato l’importanza di questo sito in età ittita, ma hanno restituito nuovi documenti sul suo lungo arco di vita tra il Bronzo Antico finale (fine III millennio a.C.), il Bronzo Medio (prima metà del II millennio a.C.) e Tardo (seconda metà del II millennio a.C.), il Ferro (X-VI sec. a.C.) e la fase tardo romana e bizantina (II-VI sec. d.C.). È comunque alla fase ittita e al Bronzo Tardo che data il maggiore sviluppo urbano di Uşakli come ben mostrano le 6 tavolette frammentarie rinvenute in superficie e nello scavo dell’acropoli. La conferenza è stata introdotta dalla direttrice dell’Ufficio cultura e informazioni dell’ambasciata turca, Serra Aytun che ha anche annunciato che da gennaio ci sarà un volo diretto tra Roma e Ankara che darà la possibilità di raggiungere più facilmente Yozgat. 

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