Astronomi incuriositi da colossali anelli di onde radio invisibili ai telescopi: sono curvature nello spazio-tempo?

Venerdì 14 Maggio 2021 di Riccardo De Palo
Astronomi incuriositi da colossali anelli di onde radio invisibili ai telescopi: sono curvature nello spazio-tempo?

Negli ultimi anni, gli astronomi hanno identificato alcune gigantesche formazioni circolari di onde radio, nelle regioni più remote dell’Universo. Si tratta di enormi “anelli” che non si spiegano con le conoscenze attuali della fisica, e che risultano invisibili ai telescopi tradizionali. Di cosa si tratta?

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L’enigma ha cominciato a prendere forma quando l’Australian Square Kilometre Array Pathfinder (Askap), una rete di 36 colossali radiotelescopi parabolici, ha cominciato a produrre mappe dettagliate del cielo, nel 2019.  Gli astronomi erano alla ricerca di buchi neri o di grosse galassie, che segnalano la loro presenza nella frequenza delle onde radio. Ma alcuni scienziati del team di Askap cercavano anche «qualunque cosa strana, o nuova, o che non assomigliasse a nessun’altra cosa», ha detto al sito specializzato Live Science Bärbel Koribalski, un astronomo del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (Csiro) e della Western Sydney University in Australia.

 

Anna D. Kapińska del National Radio Astronomy Observatory di Socorro, New Mexico, intercettò per prima quattro potenti emissioni circolari di onde radio, che erano stati derubricati frettolosamente come fenomeni di tipo conosciuto. Ma quando i telescopi hanno provato a osservare quella porzione di cielo con sistemi tradizionali, vale a dire le onde luminose visibili nei telescopi, si accorsero che non c’era assolutamente nulla da osservare. Inoltre, ciascuno di questi giganteschi anelli avevano, fatto ancora più strano, una galassia esattamente al loro centro.  E questo significava che potevano avere un diametro di milioni di anni luce. Gli scienziati hanno chiamato questi fenomeni "odd radio circles", ovvero strani circoli di onde radio, o Orc.

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In uno studio pubblicato l’anno scorso, sono state offerte undici potenziali spiegazioni, tra i quali anche i resti dell’esplosione di una supernova, o addirittura di curvature dello spazio-tempo, fenomeni conosciuti anche come “anelli di Einstein”. Da allora, gli scienziati di Askap hanno continuato a scandagliare l’Unverso alla ricerca di fenomeni simili, e ne hanno aggiunto uno nuovo alla loro collezione. Si tratta di un anello largo un milione di anni luce e che si trova a tre miliardi di anni luce dalla Terra. Il frutto della loro ricerca è stato diffuso in uno studio preliminare, che è stato pubblicato dalla Royal Astronomical Society.

Stando a Koribalski, gli scienziati hanno ridotto le possibili spiegazioni a tre ipotesi principali. La prima è che si tratti di galassie a forma di anello, troppo sottili per essere rilevate al telescopio. Altrimenti, potrebbe trattarsi di un buco nero supermassiccio, posto al centro di queste galassie, che produce emissioni di particelle ed energia. «Ma la terza ipotesi è la più eccitante», ha detto il ricercatore. «Potrebbe trattarsi di un fenomeno completamente nuovo».

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Potrebbe trattarsi infatti di un evento altamente energetico che avviene al centro di queste galassie, creando onde di particelle che si muovono come una sfera, fino a creare la forma di un anello. Forse, azzarda Koribalski, si tratta di un prodotto dello scontro di buchi neri, del tipo di quelli che producono le onde gravitazionali osservate dai ricercatori del Large Interferometer Gravitational Wave Observatory (Ligo) .

 

Ultimo aggiornamento: 21:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA