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Omicron, la pandemia diventerà endemica (ma i tempi non sono brevi): ecco come la cureremo

C’è una differenza profonda tra pandemia, epidemia ed endemia: ecco quale

Giovedì 30 Dicembre 2021 di Giampiero Valenza
Omicron, la pandemia diventerà endemica (ma i tempi non sono brevi): ecco come la cureremo

In questi due anni di pandemia un elemento è stato fin troppo chiaro: una variante può essere più predominante dell’altra. E non necessariamente può essere quella più “cattiva” (quindi, che fa più danni all’organismo), ma quella più contagiosa. Le ricerche di tutto il mondo stanno notando come la variante Omicron sia più debole rispetto alle altre, ma allo stesso tempo, grazie ai programmi di vaccinazione, l’organismo si fa sempre più pronto a riceverlo. Quale futuro ci attende? Si va verso una quarta dose e la convivenza con il virus. Ancora, però, non sono escluse diverse imprevedibilità.

Omicron endemico? Cosa significa

C’è una differenza profonda tra pandemia, epidemia ed endemia. La “P” di pandemia è un’iniziale facile da ricordare: è quella di “passaporto”. Infatti, si usa dire come la pandemia sia una epidemia che viaggia nel mondo e che diventa una minaccia per tutta la popolazione.

Zona rossa scuro per tutta l'Italia del Nord nelle mappe Ecdc. In "rosso chiaro" Puglia, Molise e Sardegna

In sostanza, non esiste pandemia che non sia mai stata prima una epidemia. È capitato anche con Covid-19 nei suoi primi momenti, a Wuhan e in Cina. L’espansione nel pianeta ha poi portato l’Organizzazione mondiale della Sanità a promuoverla. L’epidemia si diffonde in una certa zona e si differenzia dall’endemia perché quest’ultima è una presenza costante. Era un termine che, prima del Covid, eravamo abituati a sentire per le malattie tropicali, per i viaggi internazionali. L’esperto di malattie tropicali dava (e dà ancora) al viaggiatore, le terapie di vaccinazione, le tecniche di prevenzione e igiene da seguire.

La scienza è convinta che il virus Sars Cov-2 non sarà completamente debellato ma si passerà proprio dalla pandemia all’endemia. Quindi, continuerà a circolare e il trattamento sarà gestibile come ormai avviene per molte altre patologie. Lo aveva detto, a inizio del 2020, anche il biologo evoluzionista Jesse Bloom, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Chicago. Sars Cov-2 diventerebbe il quinto coronavirus che si stabilisce permanentemente tra gli esseri umani, insieme agli altri quattro stagionali che causano raffreddori più o meno miti.

Omicron, l'arma delle cellule T che difende da malattia grave (e da tutte le future varianti)

Al centro della attenzione di Bloom c’è stato un "cugino" di Sars Cov-2, il coronavirus 229 E, un virus stagionale che infetta le persone più volte nel corso della vita. Analizzando diversi campioni di sangue ha notato che le provette degli anni Ottanta avevano alti livelli anticorpali contro una versione del 1984, ma molto meno efficaci contro quelli degli anni Novanta e del Duemila. «Ora che abbiamo avuto quasi due anni per vedere come si evolve Sars Cov-2, penso che ci siano chiari parallelismi con 229E», ha commentato all’autorevole rivista scientifica Nature.

Determinante è il modo in cui si trasformerà il virus: potrebbe anche rafforzarsi ma, come sta dimostrando Omicron (destinato a diventare prevalente nel mondo), può indebolire i suoi effetti nell’organismo. Di sicuro, come hanno spiegato gli studiosi, è fondamentale che il virus circoli il meno possibile per avere ridotte probabilità di mutare in modo rilevante.

 

Ne è convinto anche Massimo Ciccozzi, responsabile di Statistica medica e epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio Medico di Roma. «Abbiamo pubblicato uno studio dal quale si evince che la variante Omicron è contagiosa quasi quanto il morbillo, con sintomi lievi specie per i vaccinati – spiega – E un lavoro condotto su cellule ha dimostrato che si ferma nelle cellule del primo tratto respiratorio. Non va nei polmoni, cresce nelle cellule bronchiali e respiratorie». Per Ciccozzi, «è iniziato l’adattamento del virus».

Ma cosa diventerà Sars Cov-2 da qui ai prossimi anni? «Diventerà un raffreddore, sarà un coronavirus stagionale umano», prosegue l’esperto, secondo il quale si potrà passare da un «vaccino di richiamo tarato su Omicron e Delta» probabilmente «a ottobre 2022». «Il virus sarà talmente pressato con la selezione basata su vaccini e comportamenti che diventerà endemico. Sarà una virosi che darà sintomi da coronavirus. È solo una questione di tempo». Sì, ma quanto? «Dipende da noi, non si risolve tutto in un mese. Se riusciamo a vaccinare il mondo, anche l’Africa e l’India con percentuali significative, ci sarà la pressione evolutiva che lo farà diventare endemico. È una pandemia della globalizzazione».

 

Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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