Covid, test sierologici a professori e collaboratori: si parte il 20 agosto. I presidi: «No alle verifiche a scuola»

Domenica 9 Agosto 2020 di Camilla Mozzetti

Non saranno obbligatori ma volontari anche se si prevede un'ampia partecipazione. Partiranno il prossimo 20 agosto i test sierologici sugli insegnanti e i collaboratori scolastici di Roma e del Lazio in vista della ripartenza della scuola il prossimo 14 settembre.

La Regione è pronta, come già anticipato nei mesi scorsi, a compiere l'indagine tra i membri del comparto al fine di garantire una maggiore sicurezza per professori, studenti e anche famiglie. La procedura che sarà messa in atto ricalca quella seguita nello screening del personale delle forze dell'ordine e prevede l'erogazione dei test su oltre 100mila persone. Ma i presidi sono in subbuglio perché lamentano dei problemi sull'organizzazione della campagna.

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L'Associazione nazionale presidi ha scritto soltanto qualche giorno fa all'Ufficio scolastico regionale del Lazio e all'assessorato alla Sanità elencando le principali perplessità. «E' necessario che tutta l'operazione di controllo e verifica - spiega il presidente Mario Rusconi - sia effettuata in modo univoco dalle varie Asl del territorio invece apprendiamo che in alcuni casi i test verranno eseguiti dentro le scuole e in altre presso le aziende ospedaliere. Una procedura che rischia di creare molto caos». Nella missiva inviata a Regione e Usr Lazio si ricorda come il protocollo sottoscritto dal ministro dell'Istruzione Azzolina prevede che i test non siano svolti in locali scolastici, e pertanto «chiediamo che questa disposizione venga rigorosamente osservata - prosegue Rusconi - annullando precedenti comunicazioni ad alcune scuole individuate come sede per la somministrazione dei test». E' il caso di Ostia o Monteverde ad esempio dove le Uscar dei medici erano già pronte a recarsi da dopo Ferragosto negli istituti scolastici per svolgere in loco i sierologici.

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In un'ottica di collaborazione poi le scuole, fa sapere ancora l'Anp Roma e Lazio, forniranno i dati relativi al personale, ma non potranno farsi carico dell'organizzazione degli appuntamenti. «Pur comprendendo la difficoltà a svolgere tale compito da parte delle Asl - conclude Rusconi - è altrettanto evidente ed oggettiva la difficoltà ad individuare personale da parte dei dirigenti scolastici a causa di segreterie con poco personale».

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